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Vertenza Alival a Reggio, sindacati: «Nessun acquirente, situazione difficile» – VIDEO

La Regione non presenzia al tavolo ministeriale inviando una nota nella quale si dichiara disponibile a collaborare ma senza oneri finanziari a carico

Vertenza Alival a Reggio, sindacati: «Nessun acquirente, situazione difficile» – VIDEO

Sempre più concreta l’ipotesi che questo 2022 termini senza che alcun acquirente si sia fatto avanti per rilevare il caseificio Alival di San Gregorio a Reggio Calabria.

La chiusura dello stabilimento, annunciata lo scorso aprile dal gruppo Castelli di proprietà della multinazionale francese Lactalis, avrà luogo entro il primo trimestre 2023. Senza un’alternativa alla dismissione, sarà conseguente la perdita a Reggio Calabria di 79 posti di lavoro.

Fermo l’iter per scongiurare la dismissione

Per oltre una sessantina di dipendenti coloro che non hanno optato per una collocazione fuori regione, come proposto nel piano sociale dell’azienda – la prospettiva di licenziamento è purtroppo sempre più consistente.

Un epilogo che, soprattutto dopo la recente riunione al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, diventa sempre più difficile ribaltare.

Si procede con l’iter propedeutico alla chiusura ma si è fermi sul fronte dell’individuazione di un acquirente che possa scongiurare la dismissione dello stabilimento.

La Regione assente

Uno scenario suggellato dall’assenza della Regione Calabria al tavolo ministeriale di qualche giorno fa. Invece di riferire novità, ha inviato una nota nella quale, invocando il ricorso agli ammortizzatori sociali, si è dichiarata disponibile a porsi al fianco dell’azienda, ma senza oneri finanziari a carico.

Le attese erano, invece, molto diverse. Ci si aspettava di conoscere in quella sede, visto anche il nuovo interesse manifestato dai Ministeri, i nomi dei possibili acquirenti dello stabilimento reggino.

Ciò anche per la mancata convocazione del tavolo tecnico istituzionale in prefettura che avrebbe dovuto avere luogo nelle scorse settimane, come da impegno assunto a metà novembre e che invece non si è svolto. I sindacati non demordono. Metteranno in atto tutte le iniziative ancora possibili per scongiurare la chiusura, ma manifestano preoccupazione.

I sindacati: «Il 31 marzo ormai dietro l’angolo»

«Stiamo valutando il da farsi. La situazione si è fatta difficile. Il 31 marzo è dietro l’angolo. L’obiettivo – dichiarano i sindacati – che il sito produttivo resti in piedi e i posti di lavoro vengano salvaguardati resta quello principale, anche se purtroppo non riscontriamo novità che ci possano indurre all’ottimismo. Nella sciagurata ipotesi in cui nessun compratore dovesse farsi avanti per rilevare lo stabilimento e mantenere i posti di lavoro, chiederemo, tra le altre cose, ammortizzatori sociali in deroga, aiuti alle imprese disposte ad assorbire il personale che dovesse restare disoccupato e alla Lactalis un consistente indennizzo per i lavoratori licenziati, che al momento non è stato ancora neppure ipoteticamente quantificato», concludono i sindacati.

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