«Continua il dibattito sull’Aeroporto dello Stretto, tra splendidi risultati di traffico , destinazioni da chiudere, pontili da sistemare, il tutto svilito da prese di posizioni tra destra e sinistra, senza un ragionamento che porti ad una ipotesi duratura di sviluppo e sostenibilità dello scalo reggino. Allora voliamo nel blu dipinto di blu, partendo dalle soluzioni. Volutamente – dichiara in una nota Vincenzo Tromba - cerchiamo di non usare termini tecnici per la disamina dei suoi problemi principali che hanno sempre marginalizzato l’aeroporto di Reggio, uno infrastrutturale a cui si è messo mano con il rinnovo della stazione aeroportuale, l’altro l’accessibilità dei voli, che per il suo posizionamento abbisognano di un brevetto particolare per decollo e atterraggio, che attualmente per la pista 15 non serve più, mentre sulla 33 è attiva la procedura di avvicinamento avanzato Rnpar che richiede un addestramento specifico per i piloti.

Ma il problema dirimente, affinché lo scalo Reggino possa essere sostenibile e raggiungere il milione di passeggeri, è l’utenza Messinese. L’Aeroporto Reggino è in netta concorrenza con il suo partner principale nella società di gestione, Lamezia. Non perché qualcuno al solito volutamente voglia penalizzare la città, ma per la sua collocazione geografica, la nostra provincia conta 500mila abitanti, metà della sua popolazione (250mila) al di là della convenienza economica sul costo dei voli e la sua frequenza, riesce ad arrivare in minor tempo allo scalo lametino rispetto a quello reggino sia con mezzi pubblici che privati.

Detto questo lo scalo reggino deve attuare politiche di accessibilità e intermodalità che permettano all’utenza messinese di raggiungere l’Aeroporto dello Stretto nel limite massimo di cinquanta minuti. In atto lo scalo Reggino rispetto a Catania – Fontanarossa è competitivo in termini di tempo, da Messina per arrivare al Bellini si impiegano a secondo i mezzi da un’ora e mezza a due ore, ma appena sarà finita l’alta capacità ferroviaria Messina - Catania un treno diretto fino allo scalo catanese impiegherà cinquanta minuti. Amici della terra Citta Metropolitana di Reggio Calabria, interviene su questa tematica perché, sulla sponda messinese il prof. Giuseppe Fera ha parlato di un esperimento condotto dall’Università di Reggio Calabria, qualche anno fa, dal professore Francesco Calabro all’epoca coadiuvato anche dal Club di Amici della Terra Reggio Calabria, dove si è dimostrato che da Messina si può arrivare allo scalo reggino in meno di cinquanta minuti. Numeri, tempi e limiti tecnici dimostrano che la riattivazione dello scalo a mare di San Gregorio è un’ipotesi priva di sostenibilità economica e logistica.

Di seguito quelle verificate con l’esperimento condotto dal Prof. Calabro, che non abbisognano di nessun ulteriore investimento (forse proprio questo è il suo limite) se non in una razionalizzazione ed organizzazione dei vettori logistici esistenti. Nell’ambito dell’integrazione dell’Area dello Stretto queste ipotesi possono contribuire non solo alla fruizione dell’aeroporto, ma a rendere concreta l’integrazione tra le due Città dello Stretto.

1) migliorare in prima istanza l’attuale servizio che prevede l’aliscafo da Messina a Reggio, incrementando le corse degli autobus dal porto di Reggio sincronizzandole con l’arrivo degli aliscafi, realizzando un orario disponibile per gli utenti che indichi,oltre la corsa dell’aliscafo anche la coincidenza con il bus dal piazzale.

2) istituire un servizio pubblico che preveda l’uso degli aliscafi blujet da Messina a Villa San Giovanni e delle nuove corse dal piazzale FS di Villa San Giovanni all’aeroporto di Reggio Calabria,che consentirebbe di raggiungere lo stesso in 50 minuti (20 di traghettamento+ 10 di trasbordo+20 di bus Villa -Aeroporto.

3) costituire una società mista pubblico privato che attivi un servizio bus diretto da Messina all’aeroporto mediante traghetto pubblico privato 45 minuti ,25 traghettamento+20 di bus. Tale servizio, base allo studio dell’università Mediterranea per essere economicamente sostenibile alle condizione odierne dovrebbe essere operato con bus navetta ad accesso prioritario.

Quindi abbiamo visto che il mitico “collegamento diretto” è possibile , nell’imprescindibile quadro di riferimento dell’Area Integrata dello Stretto tra Reggio e Messina.Facendo diventare di fatto e non di nome l’Aeroporto dello Stretto, facendo risparmiare tempo, migliorando la qualità della vita dei cittadini di Reggio e Messina, rendendo accessibili ed integrando le attivita sanitarie , culturali, universitarie, sociali ed economiche delle due Città, creando una situazione virtuosa che porterebbe ad un incremento sia dell’attività volativa che ferroviaria», conclude Vincenzo Tromba.