Un piano occupazionale da 2.700 posti di lavoro che punta a trasformare il patrimonio culturale di Reggio Calabria in motore economico. È la proposta lanciata dall’associazione “Cittadini per il Cambiamento”, guidata dal presidente Nuccio Pizzimenti, che mette al centro della propria visione lo sviluppo di un Distretto turistico-culturale avanzato.

«Cultura e lavoro, un piano da 2.700 posti per dare un futuro ai nostri giovani e non farli più emigrare», è il messaggio che accompagna il progetto, frutto – viene spiegato – di uno studio organico elaborato dai Dipartimenti Cultura e Occupazione e approvato all’unanimità dal Consiglio di Presidenza dell’associazione.

L’idea è quella di mettere a sistema le principali eccellenze del territorio, dal Museo Nazionale della Magna Grecia al Teatro Francesco Cilea, fino all’Arena dello Stretto e ai parchi culturali diffusi nei quartieri, costruendo una rete capace di generare occupazione stabile. Secondo le stime presentate, il progetto potrebbe produrre circa 700 posti di lavoro diretti nella gestione dei siti e oltre 2.000 nell’indotto turistico, per un totale di 2.700 nuove opportunità.

Alla base della proposta, sottolinea l’associazione, c’è «il lavoro rigoroso di una struttura professionale organizzata in dipartimenti tecnici», impegnata a individuare soluzioni concrete per contrastare l’esodo giovanile e rilanciare l’economia cittadina attraverso la valorizzazione culturale.

Nel documento viene espresso anche apprezzamento per l’impegno dell’eurodeputata Giusy Princi, ritenuto «la base ideale» per inserire Reggio nei circuiti internazionali e puntare alla candidatura a Capitale europea del turismo e della cultura.

Per rendere operativo il piano, l’associazione indica alcune direttrici strategiche: accordi con le università per formare nuove professionalità nel settore turistico, incentivi e semplificazione burocratica per le imprese locali e l’impiego dell’intelligenza artificiale per valorizzare il patrimonio storico in chiave innovativa.

«Offriamo alla città un patrimonio di idee e progetti già cantierabili», conclude l’associazione, rivendicando una proposta tecnica che mira a restituire a Reggio Calabria sviluppo e nuove prospettive occupazionali, partendo dalla forza della propria identità.