«Secondo il vicepremier e ministro Matteo Salvini e i presidenti di Calabria e Sicilia Roberto Occhiuto e Renato Schifani, il Ponte sullo Stretto sarebbe una priorità per Governo e Regioni. Che dire? Noi pensavamo che la priorità fosse una strategia energetica in grado di rendere l’Italia indipendente tanto dai dittatori quanto dalle fonti fossili, a vantaggio di famiglie, imprese e ambiente».

Così, in una nota, i co-portavoce nazionali di Europa Verde e deputati di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli ed Eleonora Evi, che argomentano: «Ogni volta che si parla di dotare il Sud Italia di infrastrutture, l’unica cosa che viene in mente a certa politica è il Ponte sullo Stretto, un carrozzone ormai anacronistico, che è già costato 300 milioni di euro per dipendenti, gare e appalti vari. Il Mezzogiorno di cui hanno parlato Salvini, Occhiuto e Schifani è un Sud che ancora va con le littorine, che impiegano sette ore per condurre i passeggeri a Taranto o a Reggio Calabria, riempiendo i vagoni del fumo derivante dalla combustione del gasolio».

Secondo i due ecologisti, esistono anche «gravi problematiche strutturali» derivanti dal rischio sismico dell’area dello Stretto. Mentre – incalzano -, «in alcune zone, non sono garantiti servizi essenziali come la depurazione, come certificato dalla condanna della Corte di Giustizia Europea, mentre l’acqua potabile si disperde per oltre il 50% e, in alcune zone, ancora non arriva».

Per Bonelli ed Evi, cercare di rimettere in moto l’economia con opere del genere è il segnale di un ritardo infrastrutturale dovuto alla «miopia di chi non riesce a comprendere quali sono le priorità: ogni risorsa, ogni singolo euro dovrebbe essere utilizzato per migliorare la vita giornaliera dei cittadini, mitigare il rischio di desertificazione a cui la Sicilia è particolarmente esposta, per combattere il consumo di suolo e le emissioni di carbonio. Di fronte ai soliti annunci delle destre, – concludono Bonelli ed Evi, – noi non staremo con le mani in mano: faremo tutto il possibile per arrestare la corsa del Governo al ponte sullo Stretto di Messina».