Sì all’autonomia delle donne, no all’autonomia differenziata. La Uil Calabria e il Coordinamento per le Pari Opportunità si fanno promotori di una campagna social di sensibilizzazione delle donne chiamate, oggi come ieri, alla partecipazione e alla mobilitazione. Il primo dei due appuntamenti calabresi sul lungomare di Roccella Ionica, alla presenza del segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri e della segretaria generale della Uil Calabria Mariaelena Senese.

«Una legge che allarga le disuguaglianze e rende più povere le persone già in grande difficoltà – ha detto il leader del sindacato – Basta ascoltare le storie di chi vive in questa terra per rendersi conto di quanta distanza ci sia rispetto al Nord nella sanità, nei servizi, nell’istruzione, nella sicurezza. Questo dovrebbe convincere i Presidenti delle Regioni, a prescindere dal loro colore politico, ad attivarsi ed evitare che ci sia un peggioramento. Noi non ci fermeremo e continueremo a girare l’Italia e mobilitarci. Mezzogiorno, investimenti, disoccupazione, condizioni del lavoro sono ancora molto indietro rispetto al livello necessario da raggiungere in questo Paese. Nelle prossime settimane con il Governo si discuterà della Manovra che, come diciamo da mesi, già parte da meno 24miliardi. Mancano i soldi e bisogna dare la possibilità a lavoratori, lavoratrici e pensionati di recuperare la perdita del potere di acquisto, di potersi curare ed avere dignitose pensioni».

Per l’occasione l’invito è stato esteso alle sindache dei comuni calabresi e a tutte le associazioni al femminile che ogni giorno con il loro impegno si attivano per favorire la parità di genere e combattere gli stereotipi e i pregiudizi che invece la ostacolano.

«Lo straordinario film “C’è ancora domani” evidenzia il fatto che la partecipazione femminile ha cambiato e può ancora contribuire a cambiare la storia politica del nostro paese – hanno espresso Senese e il responsabile del coordinamento Pari Opportunità della Uil Anna Comi – A causa della legge sull’autonomia differenziata si intravede all’orizzonte un futuro sempre più diviso e divisivo, in cui le differenze tra le regioni italiane cresceranno, lasciando indietro i più deboli, i giovani e le donne. Sembra che qualcuno voglia far fare alle donne e all’intero Paese un grosso passo indietro sui diritti civili e questo non lo si può assolutamente permettere. L’autonomia differenziata colpisce la sanità e l’istruzione, non consentirà un miglioramento del welfare e sulle donne graverà ancor di più il lavoro di cura della famiglia e degli anziani».

«Le donne – hanno proseguito – vogliono essere madri e lavoratrici con diritti e tutele in egual misura in tutta Italia. L’autonomia differenziata non solo non è una soluzione alla lotta alla disoccupazione femminile e alla rimozione delle differenze di genere ma ghettizzerà ancora di più le donne desiderose di rivendicare il diritto al lavoro e alla tanta agognata dignità sociale e uguaglianza reale. L’unica autonomia che rivendichiamo è quella delle donne».