Nonostante le garanzie del Prefetto di Reggio Calabria e l’incontro con il ministro Salvini i presidi degli autotrasportatori e di alcune sigle sindacali in Calabria continuano a impedire il ritorno alla normalità.

L’intero comparto ortofrutticolo e dei prodotti freschi rischiano conseguenze economiche devastanti.

«Le nostre preoccupazioni sono già state trasferite al Ministero dell’Interno, Matteo Piantedosi, dal Presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti».

I presidi proseguono e, per le aziende agricole della Piana di Gioia Tauro, ogni ora che passa aumenta il rischio di danni economici gravissimi.

A lanciare nuovamente l’allarme è Confagricoltura Reggio Calabria, che richiama l’attenzione sulla condizione di un comparto ortofrutticolo già fortemente esposto alle difficoltà logistiche e commerciali. Al centro della preoccupazione vi è soprattutto la produzione del fresco e dell’ortofrutta insieme a tutte le altre colture deperibili che necessitano di una distribuzione puntuale e di collegamenti affidabili con i mercati di destinazione.

Il problema non riguarda soltanto i camion che restano fermi. Anche quando fosse possibile partire, le imprese e gli operatori della logistica si troverebbero davanti a un’incertezza insostenibile: il rischio che i mezzi vengano nuovamente bloccati lungo il percorso, compromettendo le consegne e mettendo a repentaglio l’integrità della merce trasportata.

Per i prodotti deperibili, il tempo è una variabile decisiva. Il ritardo di una consegna può significare compromettere una fornitura e subire un danno economico difficilmente recuperabile. Nel caso peggiore, la merce potrebbe diventare invendibile e finire al macero.

È questo lo scenario che dobbiamo scongiurare: non soltanto la perdita di singoli carichi, ma il rischio di compromettere economicamente un’intera annata di lavoro.

Dietro ogni prodotto ci sono mesi di impegno, investimenti, costi di produzione, manodopera, raccolta, lavorazione, confezionamento e conservazione. Gli agricoltori hanno sostenuto questi costi confidando nella possibilità di commercializzare regolarmente il proprio raccolto. Se i trasporti non ripartono in condizioni di certezza, tutto questo patrimonio rischia di essere compromesso, con conseguenze che si estenderebbero alle cooperative, ai magazzini, ai lavoratori e all’intero sistema economico della Piana.

«Come Confagricoltura Reggio Calabria, riconosciamo l’importanza del confronto istituzionale già avviato, ma non possiamo ignorare che, allo stato attuale, le rassicurazioni non si sono ancora tradotte in una soluzione concreta per le imprese agricole».

«Occorre passare dalle interlocuzioni alle azioni, individuando un percorso che consenta di ripristinare la circolazione delle merci e garantire la continuità delle consegne».

«Il diritto di manifestare e di rappresentare le proprie istanze – sostiene il Direttore di Confagricoltura Reggio Calabria Diego Suraci - deve potersi conciliare con la necessità di evitare danni irreversibili alle attività produttive e alle merci deperibili».

«Servono responsabilità, dialogo e soluzioni immediate che garantiscano la libera circolazione dei prodotti e la sicurezza degli operatori».

«Rivolgiamo pertanto un appello, a tutti i soggetti coinvolti, in particolare alle sigle che rappresentano la logistica, affinché si arrivi rapidamente a una soluzione effettiva, capace di superare lo stallo e di restituire certezze alle imprese».

«È indispensabile che siano individuate modalità operative concrete per consentire ai mezzi di raggiungere i mercati senza il rischio di nuovi blocchi lungo il tragitto.

«Non c’è più tempo da perdere – conclude Suraci - ogni giorno di incertezza aumenta i rischi e aggrava le possibili perdite».

Sbloccare i trasporti significa salvaguardare l’intero comparto ortofrutticolo della Piana di Gioia tauro, tutelare il reddito delle aziende agricole e l’occupazione del territorio.