Il Codacons, all’esito di un lungo carteggio e dopo avere espresso preoccupazione riguardo alla recente decisione di Liberty Lines, società di trasporto marittimo operante nello Stretto di Messina, di emettere esclusivamente biglietti elettronici, si è determinata ad avviare un ricorso contro la scelta aziendale e contro l’obbligo per i passeggeri di fornire il numero di telefono per poter acquistare un biglietto.

«In pratica – spiega l’avvocato Antonia Condemi – chiunque si rechi presso la biglietteria deve obbligatoriamente fornire il proprio numero telefonico e, in caso non si abbia il telefonino o questo non funzionasse, è obbligato a lasciare i propri dati anagrafici e ad attestarli con un documento d’identità».

Condemi, in qualità di presidente provinciale del Codacons, ritiene tale pratica illegittima, poiché discrimina coloro che non possiedono un telefono cellulare o che preferiscono non fornire i propri dati personali per ragioni di privacy, oltre che contraria alle norme in vigore. «Inoltre – aggiunge – quand’anche tale pratica fosse lecita e non lo è, non risulta da alcun atto ufficiale, fruibile dagli utenti, che vi sia la possibilità di ottenere un biglietto cartaceo su richiesta, nonostante le dichiarazioni postume della società».

Liberty Lines, oltre a confermare il contenuto delle contestazioni del Codacons, ha provato a giustificare la richiesta di generalità e l’esibizione dei documenti, a quanti si trovino nella impossibilità di utilizzo del cellulare, affermando che è un obbligo di legge che, però, opera sulle tratte superiori alle 20 miglia, quando in realtà la tratta tra Reggio Calabria e Messina copre solo 6 miglia. Questa discrepanza solleva ulteriori dubbi sulla legittimità della condotta e sull’interpretazione delle normative da parte della società.

Dubbi che aumentano ove ai consumatori non viene nemmeno chiesto il consenso sulla raccolta dei dati personali e sui loro diritti in merito. Condemi e il Codacons, su mandato di alcuni consumatori, ha quindi avviato una procedura conciliativa e prima di rivolgersi al Garante della Protezione dei Dati Personali, si era detta disponibile ad interlocuzioni in grado di allineare le condotte della società con le norme in vigore. Tuttavia, Liberty Lines ha rinunciato nei fatti a tale collaborazione. Sarà quindi l’organismo di conciliazione, in prima istanza, e il Garante della Protezione dei Dati Personali a stabili a stabilire le ragioni dei consumatori che vengono ritenute violate.