Il servizio del colosso statunitense presentato oggi a Scilla: partirà subito da Catanzaro, poi a Cosenza. Il governatore: «Ulteriore possibilità offerta ai turisti per spostarsi». L’annuncio sulle infrastrutture: «Faremo lobbying in Europa, meglio acquistare qualche arma in meno»
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«Oggi, la Calabria diventa la prima regione italiana in cui lanciamo Uber X che per noi non è soltanto un nome. È il prodotto più utilizzato sulla piattaforma Uber a livello globale che consente a centinaia di milioni di persone in tutto il mondo di muoversi in modo facile ed economicamente accessibile». Per Davide Archetti, general manager di Uber Italia, quello di oggi a Scilla non è soltanto il lancio di un prodotto, «è il frutto di un lavoro di innovazione e collaborazione tra istituzioni e imprese private basato sulla volontà comune di migliorare in modo tangibile la mobilità sul territorio, capace di mettere In discussione lo status quo portando a un quadro regolatorio più moderno che ci dà l'opportunità di lanciare qui per la prima volta in Italia il servizio UberX».
Sottoscrive il concetto anche il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che sottolinea: «Che sia chiaro, noi non abbiamo dato un centesimo, abbiamo semplicemente liberalizzato il mercato in tutta Italia. Quindi l'idea di principio è che potrebbero farlo anche le altre regioni, perché la Corte Costituzionale ha detto che questo ormai è materia delle regioni, non più del Ministero delle Infrastrutture e del Governo. Noi siamo stati più veloci a farlo, per cui già se ci saranno cento macchine come queste qua in giro per la Calabria, significa che ci saranno cento giovani calabresi che, assunti dai partner di Uber, lavoreranno al servizio del turismo. E' una buona cosa, ma è una buona cosa soprattutto dare la possibilità ai turisti di spostarsi. L'idea di principio è che anche i tassisti potrebbero associarsi a queste piattaforme, come succede in altre parti d'Europa, e potenziare il punto del trasporto a domanda in questa regione».
La mobilità a beneficio anche dei turisti
Si amplia dunque l'offerta di Uber in Calabria, e l'utenza continuerà a trovare sull'app tutte le caratteristiche che già si conoscono: autisti professionisti con licenza NCC, patente di guida professionale, il prezzo garantito prima ancora di scegliere il servizio, i tempi di arrivo stimati, la possibilità di seguire il viaggio in tempo reale e la grande attenzione alla sicurezza che da sempre contraddistingue la piattaforma.
«La novità - ha aggiunto Archetti - è che per la prima volta in Italia questa esperienza sarà disponibile anche attraverso il servizio Uber più economico ossia UberX con tariffe fino al cinquanta per cento inferiori rispetto ai servizi premium presenti nelle altre regioni del paese».
Già da oggi il servizio è disponibile a Catanzaro e all'aeroporto di Lamezia Terme. Il quindici luglio arriverà a Cosenza ed entro il quindici di agosto debutterà anche a Reggio Calabria per poi progressivamente espanderci nel resto della regione mostrando una strategia nuova legata alla mobilità anche per lo sviluppo e il rilancio del turismo. D’altra parte, oltre che per i residenti, un servizio di questo tipo ha un grande valore anche per il turismo. Uber X è una piattaforma nota a centinaia di milioni di persone in tutto il mondo e anche chi arriverà in Calabria troverà un prodotto noto: «L'offerta rappresenta anche una grande opportunità per gli operatori locali – rimarca Archetti - in quanto più persone potranno scegliere la mobilità professionale e questo significa più opportunità di lavoro».
«Noi – ha incalzato il capo della giunta - abbiamo fatto il piano dei trasporti, pochi ne parlano perché pochi l'hanno letto, ma è un piano costruito appunto per assicurare una mobilità più efficiente ai cittadini ma anche ai turisti. Prevede sostanzialmente anche un potenziamento del trasporto su ferro. Siamo impegnati con i grandi player nazionali come Trenitalia per esempio per dare la possibilità di raggiungere Roma dalla fascia ionica reggina con degli intercity di nuova generazione che non hanno nulla da invidiare alle frecce per comfort interno. Quindi stiamo facendo una serie di attività ma noi siamo il pubblico per cui ci interessa soprattutto che sia il privato a generare offerta imprenditoriale per una domanda che è crescente perché la regione ha fatto crescere il numero di turisti, di passeggeri. Mi aspetto che il mercato risponda, cioè la Regione deve fare cose abilitanti al mercato ma non può sostituirsi al mercato».
Insomma, la strada maestra per Occhiuto è quella del pubblico che interviene per mettere il mercato nella condizione poi di sviluppare una offerta per la domanda che cresce. «Per esempio – ha poi aggiunto - stiamo ragionando anche con primarie compagnie che si occupano di croceristica, però quello che mi dicono è che quando le loro navi si fermano in qualsiasi parte del mondo trovano una microimprenditorialità fatta di giovani che danno la possibilità di noleggiare la bici, la moto, che fanno le guide turistiche e quindi danno dei servizi ai turisti che scendono dalle navi. Purtroppo quando le navi si sono fermate in Calabria non sempre c'è questa microimprenditorialità che è di supporto invece agli investimenti importanti per cui io vorrei che la nostra azione servisse anche a stimolare il mercato».
La mobilità professionale diventa meno costosa
Il gm di Uber Archetti ha poi voluto sottolineare l'importanza del tema del prezzo. «Rendendo la mobilità professionale meno costosa con Uber X offriamo una scelta concreta anche per gli spostamenti di tutti i giorni per andare al lavoro, per raggiungere l'università per una visita medica. Per tutte quelle occasioni in cui i collegamenti pubblici non sono sufficienti o si preferisce lasciare l'auto privata a casa». Ma Uber, assicura il general manager, ha anche lavorato affinché il servizio fosse il più possibile inclusivo e sostenibile. «Al momento del lancio il settantacinque percento dei veicoli sarà a basse emissioni ovverosia auto ibride plug in. E dentro fine anno il trenta percento dei veicoli sarà accessibile a persone con mobilità ridotta. Colgo l'occasione anche per ringraziare Move il primo partner che ha aderito al servizio».
Qual è l'investimento di Uber? Alla domanda prova a rispondere Occhiuto: «Io so che hanno messo a disposizione molte auto, come sapete saranno impegnate anche in questo progetto, che è già una realtà, del social taxi: potete scaricare un'applicazione sul vostro telefonino, ma non solo Uber, tutti quelli che vogliono. Abbiamo fatto una piattaforma dove tutte le aziende esercenti di trasporto a domanda possono associarsi e possono offrire questo servizio finanziato dalla regione perché i cittadini non pagheranno nulla e potranno spostarsi magari per andare da Scilla a Palmi o da Scilla a Gioia Tauro se c'è un ambulatorio a Palmi o a Gioia Tauro capace di fornire loro una prestazione. Ecco, liberalizzare il mercato, a volte si pensa che sia una cosa che riguardi solo il mercato o le imprese, liberalizzare il mercato serve a rendere più fruibili servizi pubblici, anche servizi essenziali che senza le liberalizzazioni sarebbero state appunto meno fruibili per i cittadini».
Alta velocità, Occhiuto: «Si può ancora recuperare un miliardo»
Occhiuto è ritornato anche sulla questione dell’Alta velocità che taglia fuori la Calabria, sollevata in una recente intervista: «Ho detto quello che ho sempre sostenuto cioè che è un peccato che non ci fosse una progettazione definitiva, capace di investire le risorse del Pnrr sull'alta velocità ferroviaria fino alla Calabria e poi oltre in Sicilia. Il Pnrr ha finanziato soltanto tratti di alta velocità ferroviaria per i quali c'era già la progettazione, ho sempre detto che mancava 1 miliardo che doveva essere reperito. Se avessero ascoltato bene le mie parole, avrebbero compreso che si poteva recuperare attraverso il “Dual use”, che è un modo per finanziare le infrastrutture spesandole sulle spese per la sicurezza».
«Ne ho parlato persino col vicepresidente Fitto che - ha aggiunto - incontrerò nei prossimi giorni, perché sto cercando di fare un'azione di lobbying istituzionale sulla Commissione per fare in modo che il miliardo che manca sia reperito attraverso le risorse del “Dual use”, magari comprando qualche arma in meno e facendo qualche infrastruttura in più. Cerco di fare le cose, gli altri - ha concluso - vedo che commentano le mie dichiarazioni a volte senza nemmeno approfondirle, come sarebbe giusto farlo».


