Dopo le tappe di Cosenza e Catanzaro, l’iniziativa approda a Reggio coinvolgendo università, investitori e imprese. Il presidente Magorno: «Guardiamo fuori dalla Calabria per far restare qui i giovani»
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Startup, innovazione, idee imprenditoriali e giovani talenti al centro della tappa reggina di X Pitch, il progetto promosso da “L’OroDiCalabria” che ha coinvolto le tre università calabresi in un percorso dedicato al rapporto tra formazione, impresa e nuove opportunità professionali. Dopo gli appuntamenti ospitati dall’Università della Calabria di Cosenza e dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, l’iniziativa è approdata oggi all’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria.
L’evento ha riunito studenti, dottorandi, investitori, imprese e rappresentanti del mondo produttivo attorno a un format dedicato ai pitch imprenditoriali, con giovani chiamati a presentare le proprie idee davanti a esperti di marketing, comunicazione e innovazione. Il progetto vincitore accederà a un percorso di mentoring, tutoring e IP strategy curato da Harmonic Innovation Group.
A tracciare il bilancio del percorso avviato nelle università calabresi è stato il presidente de L’Oro di Calabria, Ernesto Magorno, che ha sottolineato il valore di un’iniziativa costruita attorno alle nuove generazioni. «Il nostro lavoro è indirizzato ai giovani, ai ragazzi e alle ragazze delle università calabresi», ha spiegato. «Siamo a Reggio Calabria per la terza tappa di questo percorso. Siamo partiti da Cosenza, siamo passati da Catanzaro e oggi chiudiamo questo primo step qui alla Mediterranea».
Magorno ha poi annunciato il prossimo appuntamento legato alla Summer School di Pizzo, evidenziando anche il coinvolgimento diretto delle istituzioni europee. «C’è una novità importante che è stata già annunciata da Francesco Verderami: avremo il patrocinio della Commissione Europea. È un riconoscimento importante per un lavoro rivolto esclusivamente ai ragazzi».
Nel suo intervento il presidente dell’associazione ha insistito soprattutto sulla necessità di valorizzare competenze e realtà già presenti sul territorio calabrese. «I ragazzi hanno capacità importanti e meritano di essere aiutati», ha dichiarato. «Spesso in Calabria esistono laboratori e realtà che sono eccellenze e che noi stessi conosciamo poco. Dobbiamo imparare a conoscere ciò che già esiste». Da qui anche il riferimento al rapporto tra Calabria e contesti internazionali dell’innovazione. «Noi guardiamo fuori dalla Calabria per fare restare i giovani in Calabria - ha affermato Magorno -. La conoscenza del resto del mondo è un obiettivo importante. Poi è chiaro che qui possiamo costruire tanto».
Sul collegamento con i programmi europei e sulle prospettive future del progetto si è soffermato il direttore scientifico dell’associazione, Francesco Verderami. «Questo progetto costruito insieme alle tre università si propone di partecipare al programma Right Stay che la Commissione Europea sta mettendo in atto», ha spiegato. «Le università presenteranno un loro contributo alla Commissione Europea per un piano che riguarda tutte le regioni europee».
Verderami ha ricordato anche il sostegno già arrivato dalle istituzioni comunitarie. «Il vicepresidente Fitto lo scorso anno è venuto a Reggio Calabria per constatare il lavoro che stavamo portando avanti», ha raccontato. «Oggi la Commissione Europea concede il patrocinio a un altro nostro progetto, cioè la Summer School».
La Summer School, giunta alla terza edizione, si svolgerà a Pizzo dal 27 al 30 agosto e coinvolgerà ventiquattro studenti universitari under 27 provenienti dai tre atenei calabresi. I partecipanti saranno selezionati attraverso la presentazione di progetti imprenditoriali. «La mattina i ragazzi studiano con professori, imprenditori e professionisti, il pomeriggio affinano il loro progetto d’impresa e la sera vengono messi a contatto con realtà che già operano in Calabria e fuori dalla Calabria», ha spiegato Verderami.
Nel corso dell’incontro è stata ricordata anche l’esperienza dei quattro studenti vincitori della precedente edizione della Summer School, attualmente impegnati in Silicon Valley per sviluppare i propri progetti. «Pensiamo che questi quattro ragazzi siano quattro semi piantati nella speranza che possano dare frutti in Calabria», ha detto il direttore scientifico dell’associazione. Verderami ha poi sintetizzato la filosofia del progetto attraverso uno slogan che accompagna da tempo le attività de L’Oro di Calabria. «Il nostro motto è: “Si può già fare”», ha affermato. «Perché in Calabria ci sono già esperienze molto interessanti, magari piccole, che si presentano al panorama internazionale e che meritano di essere sostenute».
A ospitare la tappa reggina è stata l’Università Mediterranea, rappresentata dal prorettore vicario Massimo Lauria, delegato alla ricerca e al trasferimento tecnologico. «Le università accolgono e rilanciano iniziative come questa», ha spiegato. «Qui oggi si sono ritrovati insieme Camera di Commercio, Confindustria, Confindustria Giovani, Fincalabra, Casa del Made in Italy, il nostro ateneo e i nostri dottorandi. Tutti stanno contribuendo alla costruzione di un ecosistema che mette insieme formazione, innovazione e impresa».

