martedì,Settembre 28 2021

Incandidabilità dei politici, Gratteri: «Non ci sono più alibi per nessuno, ci vuole serietà»

Il procuratore, ospite della Fondazione Magna Grecia, sulla violenza sulle donne: «Quando un marito vi picchia, dovete andare via»

Incandidabilità dei politici, Gratteri: «Non ci sono più alibi per nessuno, ci vuole serietà»

di Rossella Galati – «Non ci sono alibi per nessuno». Così il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, al terzo meeting Internazionale organizzato dalla Fondazione Magna Grecia dal titolo “narrazione del Sud”, dove si è soffermato anche sul turismo e la cultura.

Intervistato dalla giornalista Paola Bottero, Gratteri ha posto l’accento sulla incandidabilità o meno dei politici e quindi sul controllo da parte della commissione parlamentare antimafia: «Il problema non si risolve con la patente dell’antimafia ma con la serietà della politica. Sul piano politico, etico e morale siamo in grado di capire se quella persona ha le competenze e chi fa le liste sa perfettamente chi mette dentro. Non ci sono alibi per nessuno».

Violenza sulle donne

Un passaggio anche sulla violenza sulle donne, sulle vittime innocenti: «Questa pandemia ha aumentato la violenza e lo stress viene scaricato sulla parte più debole. Il consiglio che do alle donne: quando un marito vi picchia dovete andare via. Non andate mai ad un ultimo appuntamento, è una trappola. Quello sarà l’ultimo vostro incontro perché vi ucciderà. Quando il marito vi ha alzato le mani, il rapporto è finito. E il sistema processuale penale non consente di arrestare tutti gli stalker».

Il rapporto con la stampa

Il rapporto con la stampa e il coraggio di andare in tv a denunciare pubblicamente quello che succede. Su questo Gratteri ha raccontato: «Faccio il mio lavoro dando tutto me stesso ma mi piace dire la mia, quello che penso. E soprattutto quando leggo certe cose non riesco a stare zitto. In questo periodo sto parlando tantissimo. Non posso stare zitto perché quando questo Governo si è insediato ha parlato della riforma del procedimento civile. E da italiano non posso sentir dire che se non si fa la riforma del processo civile, l’Europa non ci da i soldi. Da cittadino è umiliante. A un certo punto, dopo un mese e mezzo, spunta la riforma del processo penale e mi impunto sul termine “improcedibilità” che non sono riuscito a digerire» ha ribadito più forte Gratteri spiegando così i motivi della sua contrarietà rispetto alla legge firmata dalla guardasigilli.

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