Una serata di memoria civile, parole e musica per tornare su una delle pagine più oscure della storia recente del Mediterraneo. Sabato 11 luglio, nella cornice di Piazza Cavone a Siderno Superiore, l’Associazione Siderno2030 propone il reading-concert “Non sopporto le cose storte”, scritto e interpretato da Andrea Carnì, con le musiche dal vivo di Fabio Macagnino.

Lo spettacolo ripercorre la vicenda delle cosiddette “navi a perdere”, il traffico e l’affondamento di imbarcazioni cariche di rifiuti tossici e radioattivi, e la battaglia del capitano Natale De Grazia, morto nel 1995 mentre indagava proprio su quelle rotte criminali che avrebbero attraversato anche il mare calabrese. Un tema che continua a interrogare istituzioni, magistratura, mondo ambientalista e società civile, tornato negli ultimi tempi al centro dell’attenzione pubblica anche grazie all’apertura di nuovi approfondimenti parlamentari sulla vicenda.

Attraverso l’intreccio tra racconto e musica, il reading-concert prova a restituire non solo la memoria di un servitore dello Stato, ma anche il peso delle domande rimaste sospese attorno al rapporto tra criminalità organizzata, traffici illeciti, tutela dell’ambiente e diritto alla verità.

 Al termine del reading è previsto un incontro-dibattito dedicato al tema delle ecomafie, moderato dalla pedagogista Carmen Bagalà. Parteciperanno lo stesso Andrea Carnì, ricercatore e docente di Criminalità organizzata all’Università degli Studi di Milano; Deborah Cartisano, referente di Libera Calabria e figlia di Lollò Cartisano, vittima della ’ndrangheta; e Franco Neri, magistrato che ha condotto importanti indagini sulla vicenda delle navi cariche di rifiuti radioattivi affondate nel Mediterraneo.

L’iniziativa promossa da Siderno2030 punta a creare uno spazio di confronto pubblico su temi che riguardano da vicino la Calabria e il futuro dei suoi territori: la difesa dell’ambiente, il contrasto alle mafie, la responsabilità delle comunità e il valore della conoscenza come strumento di libertà. Piazza Cavone diventerà così, per una sera, un luogo di racconto e partecipazione, dove la memoria delle vittime e il lavoro di chi ha cercato la verità si intrecceranno con una riflessione più ampia sul presente.