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L’Associazione culturale “Le Muse” prosegue il suo itinerario domenicale e lo fa, per il mese di giugno, con una serie di appuntamenti che chiudono la stagione invernale-primaverile, in attesa dell’estate 2025.
Un momento significativo di presentazione, condivisione e riflessione si terrà domenica 1 giugno alle ore 18, presso la storica Sala de Le Muse di via San Giuseppe 19 a Reggio Calabria. Protagonista dell’incontro sarà il volume “Maria SS. del Consuolo – La Madonna dei reggini tra Pensieri, Parole, Opere e Miracoli”, pubblicazione realizzata in occasione del XXV Anniversario della fondazione dell’Associazione Portatori della Vara.
«Anche noi de “Le Muse” vogliamo rendere omaggio alla Patrona della città di Reggio Calabria – commenta il presidente Giuseppe Livoti – e all’amore e alla passione dell’Associazione Portatori della Vara che, con questa pubblicazione, ricostruiscono storia e storie di un culto studiato e raccontato, utile e necessario come conoscenza per le nuove generazioni e non solo».
La conversazione sarà anche un’occasione per fare memoria attraverso una ricerca storico-iconografica, che abbraccia le origini del culto – nato in Provenza e diffuso in Europa dal 1200 – e la sua incarnazione reggina, passando per opere come la Pala della Consolazione, i dipinti dedicati alla Madonna, le stampe devozionali, la Collezione Andrea e Gaetano Surace e documenti che ne attestano miracoli e devozione.
L’incontro sarà aperto dall’esibizione del Coro delle Muse, diretto dalle Maestre Enza e Marina Cuzzola, con l’accompagnamento al pianoforte del Maestro Mary Ardissone. I brani scelti rievocano il clima delle Feste di Settembre con ritornelli mariani che fanno parte dell’immaginario collettivo reggino e calabrese.
A seguire gli interventi di mons. Pasqualino Catanese, vicario generale della Diocesi di Reggio-Bova, di Gaetano Surace, presidente dell’Associazione Portatori della Vara, del docente e storico Luciano Maria Schepis e di Antonio Marino, portatore, studioso e attore.
Un evento che – come scrive Luigi Marino – restituisce «la voglia di scambiare con Maria sguardi interiori e cenni d’intesa», celebrando la sacralità di un’immagine che unisce l’intero popolo reggino.

