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C’è chi la musica la ascolta, chi la balla e chi la vive come un atto di fede. A Reggio Calabria, per chi è cresciuto tra vinili, flyer stampati e dancefloor pieni, il nome di Barbara Tucker è un segno del destino. L’appuntamento è al Calaviola, ex Chiringuito completamente trasformato, per un evento firmato Night House Family. Un nome che per i clubber reggini non è solo sinonimo di buona musica, ma il naturale proseguimento di una storia cominciata oltre vent’anni fa. Un live esclusivo che promette groove, cuore e vibrazioni senza tempo.
Chi c’era nel 2004 al Club House o nel 2013 al Kalura sa bene cosa significa questa data. È un ritorno che sa di casa, di storia condivisa, di pista piena e occhi chiusi. Due generazioni si ritrovano, unite da un linguaggio universale: la musica house.
«Barbara Tucker non è solo una cantante straordinaria: è un simbolo, un’icona vivente», racconta con emozione Piero Golfo, voce e cuore pulsante della Night House Family. «Riaverla a Reggio Calabria dopo tanti anni è un sogno che si realizza».
Dal Club House alla Night House Family: storia di una rivoluzione musicale
Il progetto nasce dalla collaborazione di un gruppo che ha scritto pagine indelebili della nightlife reggina. Ai tempi del Club House, i protagonisti erano Pasquale Malara (oggi proprietario del Cala Viola), Giuseppe Polimeno, Carmelo Donato e Piero Golfo. Oggi, quella stessa visione prende nuova forma nella Night House Family, con Piero Golfo, Carmelo Donato e Angelo Milardi. Stesso spirito, nuova energia.
Una lunga storia fatta di passione e musica. «Noi siamo quelli del Club House», racconta Piero. «All’epoca suonavamo al Maharajà, iconico locale reggino, in un piccolo privè: l’Area Godò. Stampavamo flyer colorati, pensavamo scenografie a tema, si ballava house vocale con sax e BPM più lenti. Era un’altra epoca: niente social, niente WhatsApp. Solo passaparola, idee e tanta voglia di fare cultura, non solo intrattenimento».
Poi il tempo è passato, le strade si sono divise. Ma quella scintilla non si è mai spenta. «Quando ci siamo resi conto che a Reggio c’era ancora spazio e interesse per questo tipo di musica, ci siamo detti: rifacciamolo». Così nasce la Night House Family, un’evoluzione naturale ma coerente. Il vecchio logo del Club House era un codice a barre; oggi è un QR code. Cambia la forma, resta la sostanza». Dal 2022 il collettivo ha ripreso a fare eventi, crescendo serata dopo serata. «La sorpresa? La risposta del pubblico. Non solo i nostri coetanei, ma tantissimi under 30. Questo ci ha dato la forza di continuare».
Le serate firmate Night House Family sono spazi di libertà, condivisione, autenticità. «Puntiamo tutto su atmosfera, accoglienza, qualità musicale. Chi viene da noi cerca un suono, un’energia, un ambiente dove sentirsi a casa». È questa la filosofia che porteranno sabato 5 luglio al Calaviola.
Barbara Tucker non ha bisogno di molte presentazioni. Nata a Brooklyn, ha iniziato a cantare da bambina insieme al padre Jayotis Washington nel gruppo The Persuasions. Negli anni ha collaborato con artisti del calibro di Masters at Work, David Guetta, Blaze, George Clinton e molti altri, firmando hit che hanno fatto la storia della house: da Beautiful People a I Get Lifted, da Most Precious Love a Stop Playing With My Mind.
Sei volte al primo posto della Billboard Dance Club Songs, è stata inserita da Billboard tra i 100 artisti dance più importanti di sempre. Ma Barbara Tucker non è solo una cantante: è coreografa, attrice, performer totale. Le sue esibizioni sono esperienze emotive, immersive, capaci di trasformare ogni serata in un viaggio. Al suo fianco, una special guest d’eccezione: Sarah Main, DJ simbolo della scena ibizenca, pronta a infiammare il tramonto reggino con un set raffinato e internazionale.
La location? Il rinnovato Calaviola, con l’area Ruà affacciata sulla spiaggia. «Avremo il palco sulla sabbia: un’esperienza immersiva. Ogni sabato saremo resident lì per tutta l’estate», anticipa Piero. Una notte che guarda al futuro con radici profonde. Un’occasione per ritrovarsi, riconoscersi e ballare ancora, sotto lo stesso cielo e con la stessa voglia di sentirsi parte di qualcosa. Perché la house, a Reggio, non è mai stata solo musica, è cultura.

