Da Staiti a Monte Cerasìa lungo Falcò, Cuvalo e i Tre Limiti: un itinerario tra foreste, borghi e il possibile volo dell’aquila del Bonelli
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Quarant’anni di passi, di sentieri battuti e di storie condivise. Con l’iniziativa “40 anni di Una Storia in Cammino”, tratta dal Programma Escursioni 1997, torna il tradizionale “Pedestrian Tour” che domenica 15 febbraio 2026 condurrà gli appassionati alla scoperta del suggestivo Balcone delle Aquile, nel cuore dell’Aspromonte.
Il raduno è fissato alle ore 10:00 al Piazzale Cimitero di Staiti (all’ingresso del paese seguire le indicazioni Carabinieri e poi Cimitero), mentre la partenza dell’escursione è prevista per le ore 10:15. Un appuntamento che unisce sport, natura e memoria collettiva, in un percorso di straordinaria valenza naturalistica e paesaggistica.
L’itinerario prevede un primo tratto in linea di circa 5 chilometri e un secondo tratto ad anello di circa 9 chilometri. Nel suo complesso rappresenta un’agevole ascesa su una sorta di scalinata naturale incisa nel versante orientale dell’Aspromonte. I grandi “gradini” sono i piani di Falcò, di Cuvalo, la Sella dei Tre Limiti e Monte Cerasìa, autentici punti panoramici da cui lo sguardo spazia dalle montagne interne fino al mare.
La cima di Monte Cerasìa offre un panorama a 360 gradi che abbraccia lo Jonio, i borghi adagiati sulle colline pre-aspromontane, Monte Iofri, Puntone Galera, i Piani di Bova, le rocche di Pentedattilo e Pietrapennata e, nelle giornate più limpide, persino l’Etna. Un vero belvedere naturale dove, con un po’ di fortuna, si può assistere al volo dell’aquila del Bonelli, riconoscibile per il corpo chiaro e la striscia scura sotto le ali e sulla coda, o della poiana, il “rapinu” nel dialetto locale, mentre plana alla ricerca di una preda.
Il sentiero si sviluppa inizialmente lungo una sterrata in lieve salita, tra tratti coperti da rada macchia e zone più aperte, fino a intercettare la segnaletica del Parco in direzione Casalinuovo. Dopo circa 100 metri si raggiunge l’area attrezzata di località Falcò. Da qui si prosegue verso monte lungo un tratto in cemento che attraversa una fitta lecceta, costeggiando il vallone Radicatuso.
La strada diventa poi terra battuta e si inoltra in un bosco misto di leccio, quercia, castagno e pini radi. Lungo il percorso si incontra la storica fonte de “l’acqua arruggiata”, ferruginosa, prima di arrivare al rifugio di Cuvalo e all’omonimo piano, definito uno straordinario balcone panoramico affacciato su gole fluviali, fiumare e piccoli borghi disseminati tra i versanti collinari.
Il cammino prosegue lungo il crinale di Serro Carditano, tra pascoli verdi e aree segnate dagli incendi del passato, fino a deviare su un sentiero che conduce al crinale e all’area dei Tre Limiti, punto di confine tra i territori dei comuni di Palizzi, Bova, Staiti e Africo.
Un’escursione che non è solo un’esperienza naturalistica, ma un viaggio nell’identità dell’Aspromonte e nella memoria di un territorio che continua a raccontarsi passo dopo passo.

