Tutti gli articoli di Eventi
PHOTO
Dieci giovani cantautori calabresi si sono alternati sul palco per l’unica tappa regionale del Premio Fabrizio De André, dando il via alla XXIV edizione del tour nazionale “E ti piace lasciarti ascoltare”. Un titolo che è quasi un invito: lascia che ti ascoltino, se hai qualcosa da dire. E loro, qualcosa da dire, ce l’avevano eccome.
Ad ascoltarli c’erano Luisa Melis, direttrice artistica del Premio, Alessio Laganà, referente per la Calabria e curatore della selezione, e Teresa De Sio, madrina della serata. Nessun televoto, nessuna strategia social: solo voce, strumenti e verità.
«Per me è sempre importante ripartire dal Sud», ha detto Melis. «Abbiamo scelto di cominciare da Reggio perché qui, già nel 2017, ci avevano accolti con una serata bellissima. E quest’anno abbiamo voluto fare le cose ancora più seriamente, con una selezione attenta, artisti preparati e una grande voglia di dire qualcosa».

Alessio Laganà ha curato la selezione con l’idea chiara di far emergere una Calabria diversa: «Vogliamo dare voce a una generazione che spesso resta ai margini. Ragazzi che scrivono, suonano, si raccontano. La scena musicale calabrese è viva, contemporanea, e merita di essere ascoltata senza pregiudizi».
A portare profondità e spirito critico, come sempre, Teresa De Sio. «È bello vedere ragazzi che provano a emergere senza passare per le forche caudine dei talent. Questo premio dà loro una possibilità concreta, autentica. Forse tra loro c’è qualcuno che vedremo a Sanremo. Ma anche no. L’importante è che quello che fanno somigli davvero a loro».
Poi, la riflessione si allarga: «C’è stato un momento storico preciso in cui si è deciso di tagliare con il passato, di sostituire le radici con modelli vuoti. È successo per volontà politica, certo, ma anche per colpa della televisione, che ha sposato una logica commerciale estrema. Ma commerciale non vuol dire per forza male. Io stessa ho venduto un milione e mezzo di copie con il mio primo disco “commerciale”. Il problema nasce quando chi canta non ha più niente da dire. Quando non c’è più verità».
Il Premio De André non è solo una vetrina: è una promessa. Un’occasione per raccontare una storia diversa, anche da qui, dal profondo Sud. E mentre si attende l’annuncio ufficiale del vincitore che volerà alle semifinali nazionali di Isernia (in programma dal 3 al 5 settembre), una cosa è certa: venerdì sera, la musica ha parlato chiaro. E ha parlato bene.

