Ultimo spettacolo della stagione e teatro gremito in ogni ordine di posto per Max Giusti, che ha riportato il suo pubblico al “Francesco Cilea” di Reggio Calabria con lo spettacolo “Bollicine”, regalando un gran finale alla decima stagione dell’Officina dell’Arte diretta da Peppe Piromalli.

«È uno show molto coraggioso e interessante, che poteva fare solo un mattatore come Max», ha detto il direttore artistico. «In un’ora e 50 minuti, Giusti analizzerà tutto ciò che si tende a nascondere e, mettendosi in gioco con intelligenza e quella sana ironia, coinvolgerà gli spettatori in una festa dove non mancheranno le bollicine».

Nel suo live, Giusti smonta i cliché, ironizza sul politicamente corretto e si confessa senza filtri. «Quello che nella vita di tutti i giorni non direi nemmeno al mio migliore amico», racconta lui stesso a margine dello spettacolo. L’artista romano, lasciati da parte i panni del Marchese del Grillo, è salito sul palco in versione vera, diretta, graffiante, pronto a condividere le sue verità più scomode. Un’esibizione viscerale, vissuta come uno sfogo, che porta lo spettatore a riflettere sul tempo presente e sulle ipocrisie che lo attraversano.

«Bollicine – spiega Giusti – perché è come quando vai a prendere quella bottiglia di spumante, togli la gabbietta e si stappa da sola. Questo era il desiderio che avevo quando un anno fa è iniziato il tour, dopo tre anni di preparazione. È uno spettacolo molto bello, molto impegnativo, col ritmo serratissimo. Mi stappo con tanti personaggi».

E infatti non mancano le imitazioni celebri, tra cui Alessandro Borghese, Cannavacciuolo, De Laurentiis, Mal, tutte rielaborate in chiave teatrale, con travestimenti e ritmo da varietà classico, ma sempre con un linguaggio e uno sguardo contemporanei. A colpire è la capacità di Giusti di fondere satira e narrazione, trasformando ogni imitazione in un piccolo racconto, con un umorismo mai banale, capace di cogliere le contraddizioni del quotidiano.

Il ritorno a Reggio è stato, per l’artista, anche un modo per chiudere un cerchio iniziato nel 2017, quando Giusti aprì con “Cattivissimo Max” la stagione dell’Officina, registrando il tutto esaurito e presenze anche dalla Sicilia. Questa volta, però, il legame con la città si è fatto ancora più profondo, come conferma l’accoglienza calorosa ricevuta fin dal suo arrivo.

«È strano incontrare persone così attente, preparate, educate, accoglienti come Piromalli. Lo devo ringraziare perché mi ha portato a Reggio quando ancora non ero quello di oggi. E ci torno con più voglia e più orgoglio», ha dichiarato Giusti. «Questo è probabilmente il mio spettacolo più bello e voglio davvero ringraziare l’Officina, perché è un posto magnifico, diverso da qualsiasi altro in Italia». E poi aggiunge, con l’entusiasmo di chi sente il palco come casa: «Tornare qui è come stappare una bottiglia che avevi tenuto da parte per un’occasione speciale».

La serata ha suggellato un’annata ricchissima di successi, come sottolinea Piromalli: «Ogni spettacolo è stato un’opportunità preziosa per scoprire il complesso mondo dell’arte e riflettere sulle emozioni, sui vissuti che ci formano e sulla complessità dell’animo umano». Il pubblico ha risposto con entusiasmo costante, premiando ogni scelta artistica con partecipazione e affetto.

Ma il sipario non resta chiuso a lungo: la nuova stagione è già pronta, annuncia il direttore artistico. «Ci saranno nomi acclamati, nuove scommesse da far amare al pubblico reggino, una raffinata proposta musicale e una programmazione che si allarga oltre il teatro». L’Officina dell’Arte si prepara quindi ad affrontare il prossimo anno con la stessa passione e visione che l’hanno resa una delle realtà culturali più vivaci del territorio.

Con Max Giusti mattatore e l’Officina dell’Arte in grande forma, Reggio Calabria saluta una stagione da incorniciare, nell’attesa di stappare le prossime bollicine.