È stata una serata di emozioni autentiche e orgoglio condiviso quella che ha chiuso OLTREMODA al Teatro Cilea di Reggio Calabria. Una platea gremita ha accompagnato l’ultimo atto di un evento capace di trasformare la passerella in un palcoscenico di storie vere, di scelte coraggiose e di radici che resistono. Qui la bellezza non è stata solo estetica, ma soprattutto umana e culturale: quella di chi resta o torna in Calabria credendo nel suo potenziale.

La madrina Manuela Arcuri ha aperto una serata intensa, seguita da una parata di ospiti che hanno esaltato il valore della città. Alex Belli, tra i protagonisti più attesi, ha portato sul palco anche un messaggio di solidarietà internazionale di pace e attenzione verso il Venezuela. Il presentatore Beppe Convertini ha raccontato una Reggio che sorprende: «È una città che incanta per bellezza e accoglienza. Qui lo stupore è quotidiano, basta saperlo guardare». A strappare risate e applausi, la comicità di Uccio De Santis, che ha ricordato il suo legame con il Sud: «In questa terra ho trovato pubblico, affetto e ispirazione. La Calabria è una fucina di talento».

Momento di grande emozione con la voce di Alberto Urso, che dopo il successo internazionale tra Canada e America ha dichiarato: «Tornare a cantare in Italia, e farlo qui, è un regalo. Reggio Calabria ha un’energia speciale». Eleganza e forza espressiva anche nella presenza di Francesca Tocca, che ha sfilato le creazioni reggine portando in passerella grazia e contemporaneità.

Il racconto corale di OLTREMODA ha trovato la sua sintesi nelle parole del direttore artistico Natalia Spanó, che ha ricordato il senso profondo dell’evento: «Questa è la moda di chi resta e di chi ritorna. La Città Metropolitana mi ha affidato il compito di portare la bellezza reggina oltre i confini, e stasera abbiamo dimostrato che è possibile».

In passerella hanno sfilato i marchi Giosí, Rocca, Lilli Spina, Davida, Foti e Micifur, realtà che incarnano storie di identità, resilienza e visione, confermando come la moda possa essere strumento di narrazione e rinascita.

«Abbiamo immaginato di iniziare il 2026 raccontando il nostro territorio in maniera diversa. OltreModa, è anche questo, con due giornate durante le quali, insieme a rappresentanti delle associazioni di categoria, del turismo, dell’economia, della cultura e del commercio, si è rafforzato un percorso sinergico di protesta alla vocazione turistica della nostra area metropolitana». Così il vicesindaco metropolitano di Reggio Calabria, Carmelo Versace, intervenendo al Teatro Francesco Cilea. «Per molto tempo – ha aggiunto - abbiamo declinato il nostro territorio in chiave turistica, sottovalutando un settore molto attivo e con professionalità di grande competenza, come quello della moda. Spesso ci siamo dimenticati che tra i più grandi stilisti mondiali, c’è stato Gianni Versace, un reggino ed un calabrese, che ha rivoluzionato l’alta moda, un artista di assoluto rilievo. Anche per questo – ha evidenziato Versace - il sindaco Falcomatà ha deciso di intitolare a Gianni Versace il costruendo Museo delle Culture del Mediterraneo, il cosiddetto Museo del Mare progettato da Zaha Hadid, e che sarà il gioiello del nostro rinnovato waterfront cittadino». «Con la serata conclusiva di OltreModa, vogliamo mettere in mostra l’impegno di tanti professionisti ed aziende già affermate e giovani talenti che hanno scelto di restare nella nostra terra per lavorare nel settore della moda. Molti sono andati via, ma altri, per fortuna – ha concluso - stanno rientrando per contribuire alla crescita di questo territorio».

OLTREMODA si chiude così: non solo un evento di stile, ma un messaggio potente di speranza, appartenenza e futuro, con Reggio Calabria protagonista assoluta, capace di andare – davvero – oltre la moda.