martedì,Gennaio 18 2022

Con gli occhi di Sara l’autismo fa meno paura. Faraone si racconta

La presentazione del libro organizzata dalla Fondazione Scopelliti ha rappresentato un momento di confronto importante per chi vive la condizione di questa patologia

Con gli occhi di Sara l’autismo fa meno paura. Faraone si racconta

Un mostro senza voce e senza volto che spaventa e rinchiude. Spesso è così che viene vissuto l’autismo. Ad abbattere barriere che sono prima di tutto culturali e strutturali è stato il senatore Davide faraone.

Con gli occhi di Sara, l’autismo è diventato una battaglia che vede Faraone in prima linea, pronto a sostenere chi vive le sofferenze della patologia e i limiti imposti da un sistema sanitario inadeguato.

A sostenere il lavoro di Faraone è stata la fondazione Scopelliti che ha presentato a Reggio Calabria il libro che racconta la storia di Sara. Un libro presentato in collaborazione con la fondazione Marino grazie all’impegno di un altro grande padre, Giuseppe Marino che con la sua resilienza è diventato un modello internazionale.

L’impegno della Fondazione Scopelliti

«Una sala piena di persone ad ascoltare una splendida storia di “ordinario amore”. Non spendo altre parole per descrivervi il libro di Davide. L’ho fatto più volte cercando di trasmettere le emozioni che mi ha fatto vivere».

Queste le parole a caldo di Rosanna Scopelliti che ha dialogato con Faraone insieme al dottor Marino. 

«Aggiungo solo che sono ancora più convinta che la battaglia da combattere quest’anno e sulla quale strappare impegni concreti e non solo chiacchiere da campagna elettorale, è sull’inclusione, sulla comprensione, sul rendere la nostra regione e il nostro Paese un luogo in cui le persone non hanno paura della disabilità, ma sanno accoglierla, comprenderla, umanizzarla e normalizzarla. Perché la diversità è nei nostri occhi, non nelle persone. 

Vorrei che la nostra regione diventasse un luogo in cui se mancano i servizi per i disabili la comunità calabrese scende in piazza compatta perché si sta negando un diritto a tutti, non a una sola “categoria”. Perché manca la civiltà. E senza quella non siamo nulla. Perché manca la solidarietà. Perché manca il senso di comunità.

C’è bisogno di ascolto, di investimenti seri, di rispetto per le regole, di burocrazie meno elefantiache, c’è bisogno di normalità e di un serio e concreto cambio di passo. 

Io spero che questo sia l’anno in cui Matteo avrà le cure a cui ha diritto. In cui Sara non dovrà temere di diventare maggiorenne, in cui Francesca potrà scegliere se andare a scuola o meno, in cui i genitori di questi bambini speciali non dovranno pietire ascolto, ma essere punti di riferimento per istituzioni attente e consapevoli che solo partendo dai più deboli si può costruire una comunità coesa e viva.

Grazie alle persone speciali che ho incontrato in queste settimane di lavoro. Grazie a Giovanni Marino e alla Fondazione Marino, grazie a Vito Crea, grazie ad Angela Villani e alle mamme del volo delle Farfalle, grazie alla Città Metropolitana e a Riccardo Mauro.E, ovviamente, grazie Davide per avermi dato la possibilità di guardare per un po’ il mondo “Con gli occhi di Sara”».

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