Il movimento sollecita Occhiuto e Cannizzaro a intervenire per ripristinare i voli esteri e chiede l’apertura dello scalo ad altri vettori low cost
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
C’è un momento, nella vita delle istituzioni e delle comunità, nel quale la rassegnazione rischia di sostituirsi alla rettitudine del giudizio. La recente decisione della compagnia Ryanair di sopprimere la quasi totalità delle rotte internazionali con origine e destinazione presso l'Aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria costituisce un fatto di gravità inusitata, che non può lasciare indifferenti quanti nutrono a cuore il bene comune.
Occorre fugare immediatamente ogni equivoco: non ci troviamo di fronte a indiscrezioni prive di fondamento né a cosiddette fake news, bensì a deliberate e concrete decisioni assunte dal vettore Ryanair, evidentemente concordate – o quanto meno condivise nelle sedi opportune – con la Regione Calabria.
La conservazione della sola rotta verso Barcellona non deve trarre in inganno: essa risponde a un mero vincolo contrattuale che impone alla compagnia il mantenimento di almeno un collegamento internazionale. È del tutto evidente che la scelta sia ricaduta su tale tratta unicamente perché caratterizzata dal più alto coefficiente di riempimento. Ma al di fuori di questo singolo adempimento, la determinazione complessiva appare ancor più incomprensibile ove si consideri che anche gli altri collegamenti oggi recisi vantavano indici di affluenza importanti e, in alcuni casi, eccezionalmente elevati. Ci troviamo di fronte a un paradosso logico e sociale: si interrompe una dinamica di mobilità virtuosa che aveva concretamente dimostrato la propria efficacia e sostenibilità economica.
Non sfugge a «Reggio Civica» quanto dichiarato ieri, in conferenza stampa, dal Presidente della Regione Roberto Occhiuto e dal Sindaco Francesco Cannizzaro in merito agli ingenti finanziamenti destinati al completamento dell'ammodernamento dell'aeroporto e della banchina degli aliscafi per il collegamento diretto con Messina. Si tratta di interventi senza dubbio molto importanti e lodevoli, dei quali non possiamo che prendere atto con favore sul piano delle infrastrutture fisiche. Tuttavia, s'impone un quesito di fondo che attiene all'essenza stessa dell'azione di governo: l'obiettivo prioritario di questa comunità è lo sviluppo autentico del turismo o la semplice, ancorché apprezzabile, ristrutturazione di un'opera pubblica?
Credere che il mero restyling murario o funzionale dell'aeroporto possa, da solo, generare un automatico incremento dei flussi turistici significa rivelare una marcata incomprensione dei complessi meccanismi che regolano il turismo europeo, nonché una miopia prospettica che purtroppo caratterizza la classe amministrativa reggina da ormai un quarto di secolo. Troppo spesso ci si è riempiti la bocca della presunta «vocazione turistica» di Reggio Calabria senza possedere la conoscenza profonda delle leve strategiche necessarie a strutturare un reale progetto di crescita.
Per la nostra città è essenziale, e vitale, intercettare i flussi provenienti dai Paesi dell'Europa continentale e occidentale – quali Francia, Germania, Olanda, Belgio, Spagna e Polonia – poiché sono tali presenze a immettere importanti risorse economiche indispensabili a beneficio di alberghi, strutture ricettive, ristoratori e dell'intero indotto economico locale. L’incremento del dato occupazionale è determinato da questo aspetto. L'azzeramento dei voli diretti con l'estero produrrà pertanto un inaridimento drammatico di questa linfa economica. I turisti che, con le nostre guide, animavano il Lungomare e i luoghi iconici della città rischiano di divenire soltanto un svanito ricordo.
Certo, si osserverà che la sostituzione delle tratte estere con nuove tratte nazionali permetterà di preservare, o di ampliare, un dato quantitativo sul volume di viaggiatori. Ma il mero dato statistico non deve trarre in inganno: mantenere inalterato, o accrescere, il numero dei passeggeri in transito è un’operazione formale che nulla porta al tessuto socio-economico vivo di Reggio Calabria.
D'altro canto, si consuma anche un’ingiustizia a danno dei residenti: i cittadini reggini che vorranno raggiungere le grandi capitali europee – come (ad es.) Londra, Berlino, Parigi, Bruxelles o Varsavia – saranno costretti ad affrontare il raddoppio dei costi e dei tempi di percorrenza attraverso scali intermedi. Il tutto mentre sullo scalo di Lamezia Terme l'offerta internazionale rimane sostanzialmente intatta, confermando una inaccettabile sperequazione territoriale. Questa situazione evidenzia l'urgenza di un cambio di paradigma: è giunto il momento di aprire realmente lo scalo dello Stretto alla concorrenza di mercato, attraendo altri primari vettori low cost – quali Vueling, Air Malta, Wizz Air e realtà analoghe – affrancando la città da posizioni di monopolio o di eccessiva dipendenza.
Il Movimento Politico Cittadino «Reggio Civica» rivolge dunque un fermo e accorato invito al Presidente Occhiuto e al Sindaco Cannizzaro affinché intervengano prontamente, e con decisione, per il ripristino immediato della rete dei voli internazionali. L'interesse generale dei cittadini reggini e il futuro economico della città devono sempre precedere qualsiasi calcolo, equilibrio o convenienza di natura politica e di partito.

