«Non siamo qui a giustificarci, il taglio degli alberi è stato un intervento sbagliato e siamo pronti ad assumerci le nostre responsabilità». Fa mea culpa incalzato da una platea arrabbiata l’assessore comunale di Caulonia Lorenzo Commisso, rispetto all’intervento di potatura e abbattimento di un centinaio di alberi nella villa comunale e non solo, al centro di un partecipato consiglio comunale aperto agli interventi del pubblico. «È mancato il controllo – ha ammesso l’assessore al ramo – sulla decapitazione di alcuni esemplari di alto fusto - Ma non abbiamo commesso alcun omicidio». Sull’abbattimento dei pioppi italici invece Commisso non ci sta, respinge le accuse e si difende: «Andavano comunque tagliati perché presentavano segni di ammaloramento. Alcuni sono già stati ripiantati nell’ambito di un’operazione di rigenerazione urbana».

Le argomentazioni dell’amministrazione sul tema non hanno convinto diversi cittadini presenti in sale e gli esponenti dell’opposizione cauloniese. Su tutti il capogruppo Luana Franco. «Le scuse non annullano quanto avete fatto – ha tuonato il consigliere del gruppo Rinnoviamo Caulonia - Dimettetevi, non si può annuire ad un errore così grave. È inaccettabile, non si può far finta di niente. Le vostre sono scuse obbligate e non sincere dopo il provvedimento fatto in autotutela dal tecnico comunale con cui sospendeva il taglio parlando di operazioni non coordinate dell’ufficio tecnico con cui ha sospeso il taglio parlando di tagli non coordinati con l’ufficio. Si è trattato di un intervento dovuto a una programmazione o ad un’urgenza? E se l’ufficio non ha autorizzato, chi l’ha mandata la ditta?».

Interrogativi che non hanno trovato risposta tra le fila di una maggioranza ormai appesa a un filo dopo essere rimasta orfana degli esponenti del gruppo “Dipende da noi”. A dare chiarimenti sulla scelta di abbandonare la compagnia è stato il consigliere comunale Vincenzo Frajia. «Il sindaco ha preferito navigare a vista nascondendo la polvere sotto al tappeto – ha dichiarato in aula – Nel corso della sua carriera politica, dal Psi a Forza Italia ma con il cuore a sinistra, è sempre stato un demolitore creando spaccature. Le nostre proposte non hanno mai trovato la sua approvazione».

Dal canto suo Cagliuso ha provato a dribblare le polemiche guardando avanti. «La turnazione degli assessori – ha affermato – è un segno di vitalità. Siamo un cantiere aperto. Chiedere le dimissioni non è giusto, noi in passato dai banchi dell’opposizione non le abbiamo mai chieste. Verifica di maggioranza? Raccogliete le firme, come hanno fatto a Catanzaro. Siamo legittimati a governare dal voto popolare». Tuttavia a decidere se questa amministrazione avrà i numeri per proseguire sarà il voto sul bilancio previsto nel consiglio comunale che sarà convocato nei prossimi giorni.