L’eurodeputato calabrese interviene anche in tema di flussi migratori: Nesci: «Von der Leyen immagina un’Europa diversa dalla nostra. Bene sui confini, ma territori e competitività devono tornare al centro»
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«L’abolizione del bollo per le auto di piccola e media potenza e per i motocicli è una misura che incide direttamente sui costi sostenuti ogni giorno da milioni di famiglie italiane».
Lo dichiara Denis Nesci, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, commentando la decisione assunta dal Consiglio dei ministri.
«Il Governo Meloni cancella una delle tasse più odiate dagli italiani e interviene su una spesa che grava soprattutto su chi utilizza auto e moto per lavorare e per gli spostamenti quotidiani. È una scelta concreta che va nella direzione indicata fin dall’inizio: alleggerire il peso fiscale sui cittadini».
«Un provvedimento importante – conclude Nesci – che interessa oltre il 70% delle automobili in circolazione e tutti i motocicli. Meno tasse e più risorse nelle disponibilità delle famiglie, in un momento complicato, abolendo un balzello ideologico e ormai superato».
L’eurodeputato calabrese Denis Nesci interviene anche in tema di flussi migratori.
«Il discorso sullo Stato dell’Unione conferma una distanza sulla visione dell’Europa che vogliamo costruire e che immaginiamo. Ci sono passaggi condivisibili, a partire dalla necessità di rafforzare la difesa dei confini esterni, ma restano differenze profonde sulle priorità economiche e territoriali dell’Unione».
Lo dichiara Denis Nesci, eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR, commentando l’intervento della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al Parlamento europeo: «Sul tema dell’immigrazione registriamo un cambio di passo importante. Von der Leyen ha annunciato un nuovo strumento europeo per reagire ai flussi migratori massicci e alle situazioni in cui l’immigrazione viene utilizzata come elemento di pressione. Anche Bruxelles ha compreso che i confini europei devono essere difesi. È la linea che il Governo di Giorgia Meloni sostiene da tempo e che abbiamo ribadito anche davanti alla gravissima crisi di Ceuta: l’immigrazione va governata, non subita».
Per Nesci, però, l’Europa non può rafforzarsi guardando esclusivamente alle grandi alleanze internazionali: «Mentre l’Europa guarda sempre più lontano non può dimenticare ciò che ha dentro: Regioni, aree interne, piccoli Comuni, territori rurali e comunità che ogni giorno combattono contro spopolamento e divari infrastrutturali».
«Per noi il Right to Stay - afferma Nesci - il diritto a restare, deve essere una delle priorità della nuova Europa. E questo significa difendere e rafforzare la politica di coesione, sostenere i territori più fragili e preservare risorse adeguate destinate a settori strategici come l’agricoltura. La competitività europea non si costruisce lasciando indietro una parte del continente».
Critico anche il giudizio dell’eurodeputato sulle politiche energetiche e climatiche: «Nel pieno di una vera e propria crisi – spiega Nesci - in cui il costo dell’energia continua a rappresentare uno dei principali problemi per il sistema produttivo europeo, non basta continuare a indicare decarbonizzazione e transizione verde come obiettivi. Dobbiamo spiegare come consentire alle nostre imprese di produrre a costi competitivi, investire, mantenere occupazione e confrontarsi con Stati Uniti e Cina. La transizione – conclude Nesci – deve essere sostenibile anche economicamente e socialmente. Così lasceremo solo macerie su imprese e territori già provati da questi mesi estremamente complessi».

