La recente cancellazione degli stalli di sosta nello slargo di via Spirito Santo, situato nei pressi dell'accesso allo svincolo autostradale in direzione Salerno/A2, ha acceso il dibattito in città. La massiccia zebratura dell'asfalto ha privato la zona di parcheggi fondamentali, sollevando il malcontento della comunità locale. Una mobilitazione testimoniata da un'istanza collettiva che ha già raccolto ben 199 firme tra abitanti e titolari delle attività commerciali del quartiere, penalizzati dalla nuova configurazione della segnaletica.

Il caso è approdato in Commissione consiliare, un passaggio accolto con favore dal consigliere comunale Filippo Quartuccio, che insieme al presidente della II Circoscrizione, Giovanni Muraca, aveva già avviato i primi contatti con l'azienda stradale nelle settimane passate. L'obiettivo dell'esponente di Palazzo San Giorgio è ora quello di superare la fase delle semplici segnalazioni per avviare un percorso istituzionale rapido e concreto, convocando una seduta ad hoc che metta attorno allo stesso tavolo i vertici di Anas, i responsabili del settore Viabilità del Comune e la Polizia Locale.

«La questione riguarda da vicino i residenti e le attività commerciali – spiega Filippo Quartuccio – ed è necessario un approfondimento tecnico per verificare la possibilità di ripristinare stalli di sosta regolari, senza compromettere la sicurezza stradale. Ritengo doveroso verificare puntualmente se l’attuale estensione della zebratura sia effettivamente necessaria in ogni sua parte e se vi siano margini per una diversa organizzazione degli spazi».

Al centro del futuro confronto tecnico ci sarà la necessità di fare chiarezza sulla classificazione del tratto stradale e sulla reale delimitazione tra la viabilità urbana e la rampa autostradale, elementi già richiamati nella petizione dei cittadini dello scorso 24 settembre. L'amministrazione comunale cercherà quindi di capire se esistano i margini normativi per ridisegnare l'area. «La questione non può essere affrontata contrapponendo semplicemente il diritto alla sosta alle esigenze di sicurezza – conclude il consigliere comunale – ma occorre valutare ogni alternativa concretamente percorribile per arrivare a una soluzione condivisa, tecnicamente sostenibile e rispettosa delle esigenze del quartiere».