Il neo assessore scrive ai capigruppo e al suo predecessore: «Vediamoci subito». Ma il Pd non si fida: «Non è coinvolgimento, ma forzatura politica»
Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
Da pochi giorni, non senza qualche polemica, ha ricevuto dal sindaco Franco Cagliuso la nomina ad assessore alla cultura di Caulonia. Adesso Giovanni Maiolo, giornalista e operatore sociale, cerca subito di imprimere un cambio di marcia nel metodo, più condiviso e partecipativo. «So bene che la cultura non si amministra dall'alto – scrive in una lettera inviata ai capigruppo consiliari e al suo predecessore Ninni Riccio - si coltiva insieme e si semina nei luoghi dove la comunità vive».
Maiolo non intende fare retorica, ma dire qualcosa di preciso e di concreto: «Non mi appartiene l'idea di un assessore che redige un programma culturale chiuso nel proprio ufficio e poi lo presenta al paese come un fatto compiuto. Caulonia merita qualcosa di diverso – sostiene Maiolo - Merita una programmazione culturale che nasca da un confronto autentico, che tenga conto di sensibilità diverse, che sappia raccogliere le energie migliori di tutte le parti politiche presenti in consiglio comunale, maggioranza e minoranza insieme, senza steccati e senza gerarchie».
Per questo ha chiesto subito un incontro di brainstorming nel quale ognuno possa portare idee, suggerimenti, proposte, visioni. Non un tavolo istituzionale, ma un luogo dove si ragiona prima di decidere, dove ogni voce ha lo stesso peso. «C'è tuttavia un orizzonte di valori all'interno del quale vorrei che ci muovessimo – precisa l’assessore cauloniese - e sul quale spero possiamo trovarci uniti al di là delle differenze politiche: i valori fondanti della nostra Costituzione — la dignità della persona, l'uguaglianza, la partecipazione democratica, la cultura come diritto di tutti — non come slogan, ma come bussola concreta per ogni scelta culturale che faremo». Per Maiolo «I valori identitari della Calabria e di Caulonia in particolare, la nostra lingua, la nostra storia, le tradizioni che ci definiscono, il senso profondo dell'appartenenza a questo territorio aspro e straordinario come radice da cui partire per aprirsi al mondo, non come recinto in cui chiudersi. Queste due dimensioni universale e locale, non sono in contraddizione. Sono, a mio avviso, la cifra più autentica di una cultura viva».
Dicevamo delle polemiche. Maiolo da tre mesi era entrato a far parte della famiglia del Pd, partito che nel civico consesso cauloniese sta all’opposizione rappresentato dal consigliere Antonio Marziano. L’ingresso nella nuova giunta da esterno non è stato gradito dalle parti della segreteria guidata dall’ex sindaco Caterina Belcastro. «Ribadiamo che la nostra posizione non è personale – hanno rimarcato i dem - Ma è altrettanto chiaro che non intendiamo legittimare un metodo politico che continua a muoversi fuori da ogni logica di trasparenza e condivisione. Cambiano i nomi, non cambia il modo di operare. Ancora più inaccettabile è il tentativo di far passare per “apertura” un percorso deciso dall’alto. La partecipazione non si concede, non si impone e non si costruisce a posteriori per giustificare scelte già fatte. Questo non è coinvolgimento: è una forzatura politica che i cittadini comprendono molto bene. Il Partito Democratico continuerà a svolgere il proprio ruolo con fermezza, senza ambiguità e senza arretramenti. Saremo opposizione vera, chiara e riconoscibile. Perché oggi, più che mai, Caulonia ha bisogno di verità, non di narrazioni».

