Le opposizioni garantiscono i numeri per l’assestamento di Bilancio e i debiti fuori bilancio, mentre il Partito democratico resta fuori dall’Aula. I rappresentanti del centrodestra ricostruiscono la giornata e chiedono chiarezza politica: «Reggio non può pagare il prezzo delle lacerazioni interne alla maggioranza».
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Il clima politico resta tesissimo a Palazzo San Giorgio, mentre la maggioranza del sindaco Giuseppe Falcomatà evita il tracollo solo grazie alla disponibilità mostrata dal centrodestra. Una disponibilità, chiariscono i suoi esponenti, «non gratuita» ma dettata dalla delicatezza dei punti all’ordine del giorno: assestamento di Bilancio, debiti fuori bilancio, atti fondamentali per la vita amministrativa.
Sono tre le voci che ricompongono la posizione del centrodestra: il capogruppo di Fratelli d’Italia Demetrio Marino, il capogruppo di Forza Italia Federico Milia e il consigliere comunale e coordinatore regionale di Alternativa Popolare Massimo Ripepi.
Marino (FdI): «In Aula non è chiaro chi rappresenti il Pd. O c’è una maggioranza o si prenda atto»
«Abbiamo posto una domanda politica semplice: chi è oggi il Partito democratico in Consiglio comunale?», afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia Demetrio Marino.
«Se esistono sette consiglieri dissidenti ma la Giunta resta compatta, allora la frattura non è solo numerica ma politica. La città non può restare sospesa: o la maggioranza c’è, oppure si prenda atto che questa esperienza amministrativa è conclusa».
Per Marino, la responsabilità non può essere addossata all’opposizione: «Non trasformiamo la crisi in una caccia alle streghe. Se servono le dimissioni complessive, si abbia il coraggio di dirlo. Reggio non può tornare verso un altro commissariamento dopo undici anni di centrosinistra».
Milia (FI): «Responsabilità sul Bilancio, sì. Ma basta ritardi: le Circoscrizioni si votano subito»
Il capogruppo di Forza Italia Federico Milia spiega perché il centrodestra non ha fatto mancare i numeri: «Un assestamento di Bilancio che riguarda stipendi e personale non può diventare ostaggio della guerra interna al Partito democratico. Siamo sempre stati dalla parte dei dipendenti dell’ente e lo ribadiamo».
Ma la collaborazione non è senza condizioni: «Ci sono ritardi inspiegabili sulla modifica dello Statuto per istituire le cinque Circoscrizioni. Da settimane attendiamo il parere della segreteria generale. Per questo ho presentato un ordine del giorno: il testo deve arrivare in Aula al prossimo Consiglio».
Ripepi (AP): «Reggio ultima d’Italia. Dodici anni di fallimenti certificati dai numeri»
Il consigliere comunale e coordinatore regionale di Alternativa Popolare Massimo Ripepi allarga lo sguardo oltre la crisi interna alla maggioranza e richiama i dati pubblicati dal Sole 24 Ore sulla qualità della vita. «Reggio Calabria è di nuovo fanalino di coda d’Italia: una fotografia impietosa che certifica l’ultimo (dei tanti) gravissimo fallimento amministrativo del sindaco Giuseppe Falcomatà. Dopo dodici anni di malgoverno, Reggio consolida l’unico primato ottenuto: l’ultimo posto assoluto nelle classifiche nazionali».
«La classifica generale del 2025 – basata su 90 indicatori – ci colloca all’ultimo posto nelle macro-aree più importanti: ricchezza e consumi, lavoro, ambiente e servizi, demografia e salute, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero. Siamo ultimi per i bambini, ultimi per i giovani, ultimi per gli anziani».
Ripepi poi accusa Falcomatà di avere provocato un danno politico «di proporzioni storiche»: «Per meri interessi personali e di partito, il sindaco ha bruciato la possibilità di chiedere miliardi di euro in opere compensative legate al Ponte sullo Stretto. L’unica cosa che è riuscito a fare è stato utilizzare soldi pubblici per fare ricorso contro l’opera del secolo, quella che potrebbe portare sviluppo, investimenti, lavoro. È un’occasione persa che i reggini non dimenticheranno».
E conclude: «Dopo dodici anni di medaglie negative, una cosa è chiara: Reggio merita molto di più dell’ultimo posto. Merita rispetto, visione e cambiamento».
«Siamo stati noi a evitare il blocco amministrativo»
Il centrodestra rivendica il passaggio politico della giornata: «Se non fossimo entrati in Aula — affermano Marino, Milia e Ripepi — oggi l’assestamento di Bilancio sarebbe saltato. Non è un favore alla maggioranza, ma un atto dovuto verso i cittadini».
Adesso la partita si sposta sulle Circoscrizioni
Le opposizioni confermano la disponibilità a sostenere l’iter del decentramento amministrativo, purché venga portato in Aula rapidamente e corredato di tutti i pareri tecnici.
«Il regolamento deve arrivare subito — ribadisce Milia —. Se qualcuno vuole rinviare per tattica politica, sappia che non avrà il nostro sostegno».
Una posizione che segna ancora di più la distanza da una maggioranza «monca, divisa, in apnea».

