Questo antipasto di campagna elettorale sta offrendo molti spunti di riflessione. Niente di nuovo all’ombra delle elezioni si potrebbe dire. Ma perché farlo così in maniera disinvolta? D’altra parte se anche la consegna delle massime benemerenze cittadine fa storcere il naso a più di qualcuno, evidentemente si sta sorpassando il limite.

La polemica, di buon mattino, l’ha lanciata Saverio Pazzano, candidato sindaco civico con il movimento La Strada che non ha usato giri di parole per criticare metodo e ratio dei San Giorgino d’oro che quest’anno, per bocca dello stesso sindaco ff Domenico Battaglia, candidato a sindaco per il centrosinistra, ha ampliato il numero dei beneficiari dopo «dieci, dodici anni in cui abbiamo lesinato...». Pazzano che di certo non è dall’altra parte della barricata, si è domandato perché il conferimento a Nino Spirlì, che reggino non è, e con quale motivazione, atteso che «da Regolamento – scrive sul proprio profilo facebook - dovrebbe essere assegnato a maggioranza assoluta dei consiglieri comunali». Il punto è che le motivazioni – sottolinea ancora Pazzano, non le conosceva nessuno fin quando il premiato non è salito sul palco del Teatro Cilea.

Sulla stessa lunghezza d’onda si è sintonizzato Demetrio Delfino, coordinatore di Avs, tra i pochi alleati presenti domenica scorsa all’inaugurazione della segreteria politica di Battaglia: «Non so chi ha potuto avanzare la proposta per questo San Giorgino, ma solitamente si premiano coloro che hanno portato lustro alla nostra città – scrive sui suoi social -. Non mi sembra questo il caso o perlomeno non ricordo cosa abbia fatto per Reggio di così importante. Comunque il premiato (già vice presidente regionale leghista) rappresenta ciò per cui noi (centrosinistra) dovremmo essere alternativi».

Ma consigli al centrosinistra sono arrivati anche da altri “mondi” della sua galassia, come nel caso di Eleonora Scrivo (fu candidata con De Magistris alle Regionali del 2021) che, da beneficiaria della benemerenza nel 2019, fa notare come «su 59 onorificenze, solo tre sono andate a donne».

Proprio mentre fervevano i preparativi per un appuntamento oggettivamente atteso dalla cittadinanza, visto che ricevere il Sangiorgino era un merito e non un “regalo”, da Palazzo Alvaro, sede della Città Metropolitana, rimbalzava la notizia di nove nuove nomine nello staff del sindaco ff Carmelo Versace, per affiancarlo nelle funzioni di indirizzo e controllo in questa quarantina di giorni che ci dividono dal voto, visto che decadranno alla scadenza del mandato. Che si uniscono ad altre infornate avvenute nelle settimane scorse.

Ora, ognuno può farsi una idea di ciò che sta accadendo, mentre si moltiplicano i tentativi di alcuni esponenti politici di cambiare schieramento. Atteso che dal centrodestra al centrosinistra non c’è la fila, alcuni di questi tentativi sono stati in qualche modo anestetizzati dai paletti che il candidato del centrodestra ha voluto fissare dall’ormai famigerato “caso Merenda” in poi. Il ragionamento è semplice: già da qualche settimana le porte sono chiuse, soprattutto per chi ha avuto un ruolo nelle amministrazioni del centrosinistra, chi ha cambiato idea in tempi non sospetti è anche ben accetto, ma a quaranta giorni dalle elezioni no. Varrà per tutti? Vedremo se ci saranno altri “casi” o presunti tali da qui alla presentazione delle liste. E intanto circola voce che il figliol prodigo Cuzzocrea tornando a casa dopo lo stop imposto da Cannizzaro, possa trovare posto nelle liste del centrosinistra.