Il candidato sindaco del centrodestra si è fatto avanti in Forza Italia a suon di preferenze coniugando sempre visione politica nazionale e attenzione al territorio. Fra i suoi meriti quello di essere riuscito a costruire rapporti umani solidi dalla Santelli a Antonio Tajani
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Se si volesse racchiudere in una sola immagine l’identità politica di Francesco Cannizzaro, per quasi tutti Ciccio, bisogna tornare indietro nel tempo. In particolare al 27 gennaio del 2020. La location è quella del T Hotel, dentro c’è il gotha di Forza Italia, Antonio Tajani, Maurizio Gasparri e tanti altri. Si seguono i primi spogli delle regionali. Appena il risultato è ormai acquisito, Jole Santelli si toglie le scarpe e inizia una inebriante tarantella braccio a braccio con Cannizzaro. Una danza allegra e travolgente che finisce per coinvolgere anche l’ingessato Tajani.
Ecco proprio questa è la cifra politica del neo candidato sindaco di Reggio. La politica vissuta come gioia, come forte radicamento sul territorio ma anche visione. Cannizzaro nel corso degli anni, elezione dopo elezione, ha dimostrato di avere un radicamento profondo nel territorio. Lo dimostra il fatto che nel disastroso voto referendario il Sì in Calabria abbia vinto solo a Reggio Calabria, ma lo dimostrano anche i risultati elettorali precedenti come ad esempio le Europee. Con una banalità lo si potrebbe definire “politico di altri tempi” uno cioè che pur vivendo diversi giorni a settimana Roma non ha mai rescisso i legami con la sua gente. Un insegnamento che viene da lontano, dai grandi della politica calabrese come Giacomo Mancini, uno capace di lasciare la direzione nazionale del Psi per scappare a Cosenza perchè c’è la riunione dei compagni socialisti.
Altra cifra dell’impegno politico di Cannizzaro è la sua capacità di intessere rapporti umani. Dietro quella tarantella con la compianta Jole c’era un rapporto umano profondo, fatto di amicizia vera. Una capacità testimoniata anche dalle prime reazioni alla notizia della candidatura. Una su tutte, quella della collega della Lega, Simona Loizzo. Questa, incurante delle tentazioni del suo partito a candidarsi alla guida della città. ha subito scritto un post sui social a favore del forzista incentrato più che sulla politica proprio sul valore dell’amicizia. Non a caso nel suo scritto la Loizzo richiama anche il rapporto con la Santelli, a testimonianza di legami profondi che vanno oltre l’accordo politico.
E a proposito di politica, Cannizzaro è uno che è cresciuto a pane e politica. Ha iniziato appena maggiorenne, a soli 19 anni, nella sua Santo Stefano d’Aspromonte. Eletto, ricopre subito il ruolo di assessore. Lo fa bene e per dieci anni. Poi diventa consigliere provinciale nel 2012 prima che venisse varata la Città metropolitana. Anche qui con una delega al turismo e allo spettacolo. Nel 2014 il salto a Palazzo Campanella: Consigliere regionale più giovane di tutta l’assemblea e, in virtù del grande risultato ottenuto, Capogruppo in seno a quella legislatura. Non male per un esordiente.
Ma Cannizzaro è animale politico e decide di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e tentare il salto per Roma. Anche in questo caso i numeri gli danno ragione abbastanza a sorpresa, visto che stiamo parlando delle elezioni del 2018, quelle in cui il M5s in tutto il Sud vince tutti i collegi uninominali. Non a Gioia Tauro dove il nostro a soli 36 anni diventa deputato grazie ad oltre il 42% di preferenze.
SIn da subito si occupa di rilanciare l'aeroporto di Reggio Calabria, ottenendo sia pure dall’opposizione un finanziamento per lo scalo di circa 25 milioni di euro. Alle successive elezioni rinuncia al paracadute del listino e, guarda un po’ il caso, stravince nell’uninominale proprio contro Mimmo Battaglia che oggi è il suo avversario nella corsa a sindaco.
Nella seconda legislatura, però, Cannizzaro consolida molto i suoi rapporti con Roma e in particolare con Antonio Tajani. Entra a far parte della direzione nazionale del partito e diventa coordinatore regionale dei forzisti in Calabria. In particolare 2023 assume il ruolo di Vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera, entrando stabilmente nei vertici parlamentari del partito. Nello stesso anno viene indicato nella segreteria nazionale di Forza Italia, rafforzando il proprio profilo anche a livello centrale. A Roma porta avanti battaglie politiche significative per il territorio come quella sulla stabilizzazione dei tirocinanti e tante altre. Senza quindi mai abbandonare lo sguardo sulla Calabria.
Qui è il regista principale, insieme a Roberto Occhiuto, delle principali dinamiche politiche del centrodestra. Laborioso il suo lavoro per cercare di togliere al centrosinistra dopo 14 anni la città di Reggio. E’ riuscito a in poco tempo a riportare nel centrodestra figure importanti, aggregando professionisti provenienti anche da altre fazioni politiche o mai scesi prima d’ora in politica. Ha saputo farsi apprezzare persino da una bella fetta di “nostalgici” della destra più convinta. Il tutto in nome del grande amore per Reggio da lui sancito nel giorno di San Valentino. Ora si dedicherà appunto a questa sfida, come avevamo previsto, e chissà come mastica amaro Tajani che in questo momento di grande caos del partito uno come Cannizzaro di certo avrebbe voluto averlo più vicino.



