Un importante momento di confronto e partecipazione si è tenuto ieri sul Lungomare Falcomatà, presso il gazebo del Wine Bar Chapeau, in un contesto pensato per favorire il dialogo diretto tra rappresentanti istituzionali, candidate e cittadinanza. Ospiti dell’incontro Roberta Mori, portavoce nazionale delle Democratiche, e Sesa Amici, già sottosegretaria di Stato.

L’appuntamento, promosso dalla Conferenza metropolitana delle Democratiche a sostegno della candidatura di Mimmo Battaglia a sindaco di Reggio Calabria, ha rappresentato un’occasione di dialogo aperto sui temi dei diritti, delle libertà e delle politiche di genere. Alcune candidate delle liste del centrosinistra hanno portato spunti di riflessione sul contesto locale e sulle idee programmatiche già avviate e in fase di realizzazione per il territorio reggino.

Mori e Amici hanno sottolineato come non basti essere donne per assicurare il cambiamento, ma occorra essere consapevoli dei propri ruoli e delle proprie competenze, rivendicando la necessità di una partecipazione femminile cosciente e critica nella vita pubblica. Al centro del dibattito, la costruzione di un femminismo del terzo millennio, capace di migliorare il tessuto sociale e ridurre le disuguaglianze, anche in rapporto alle politiche nazionali che poco o nulla hanno portato alla condizione femminile in Italia.

L'incontro non si è limitato a un'autocelebrazione istituzionale: è stato un richiamo all'azione, una presa di coscienza verso la società e un manifesto politico rivolto alle nuove generazioni di donne e uomini. Sulla lotta alla violenza contro le donne non può abbassarsi la guardia; anzi, occorre trovare strumenti capaci di prevenirla, combatterla più efficacemente e individuare percorsi per l’indipendenza economica definitiva delle donne che ne sono vittime.

«La preferenza a una donna – ha sottolineato Anna Briante nel suo intervento – non deve essere considerata un’opportunità in più o, peggio, una concessione alle donne, ma deve essere una scelta consapevole per un riequilibrio sostanziale nei consessi civici, in cui le diverse sensibilità e la concretezza femminile possono fare la differenza».

Riportando le sue riflessioni in ambito locale, Anna Briante ha introdotto il tema del “diritto alla città” per le donne, parlando di «una città in cui percorsi, orari e luoghi ne agevolino le dinamiche familiari ed aumentino la loro sicurezza».

Per queste valutazioni ha auspicato che non vada perso «il prezioso lavoro realizzato con il Masterplan, attraverso il quale si è puntato a costruire, in modo condiviso, con tutte le componenti della società reggina, donne e comunità educante in particolare (per quel che ha riguardato la sua delega specifica), una nuova idea di città in cui, ad esempio, le scuole e tutti i luoghi dell’educazione assumano un ruolo centrale e propulsivo, diventando motori di una visione urbana rinnovata che porti al centro dei quartieri le piazze scolastiche, luoghi aperti in cui amplificare il processo educativo, integrando vita, apprendimento e progettazione del territorio».

Alcune note dolenti sono state rappresentate dal dimensionamento scolastico subito dal nostro come da altri territori calabresi, in conseguenza del quale «la chiusura di numerosi plessi ed il conseguente accorpamento hanno creato effetti negativi sui territori con mega istituti fatti di decine di plessi sparsi su vasti territori, che hanno aumentato il carico amministrativo di dirigenti scolastici e direttori amministrativi, riducendone l’efficacia gestionale».

Nessun dubbio per la candidata sulla lungimiranza delle donne e sulla loro capacità, laddove occorre, di incidere sugli assetti politici futuri attraverso il loro voto, come accaduto nell’ultimo referendum.

Sesa Amici ha ricordato che nel 2026 ricorrono 80 anni dal suffragio femminile in Italia. Nel 1946, infatti, le donne italiane votarono per la prima volta in massa, partecipando sia alle elezioni amministrative del 10 marzo che al referendum del 2 giugno e alle elezioni per l'Assemblea Costituente, quando le donne votanti furono quasi 13 milioni, superando nettamente i quasi 12 milioni di uomini.

Da più parti si è posto l'accento sulla necessità di colmare il divario di genere nei luoghi decisionali, dove la presenza femminile è ancora insufficiente nonostante i progressi fatti. «La parità non è solo una questione di numeri, ma di capacità di incidere davvero sulle politiche delle città», ha aggiunto Amici, che ha ripercorso le conquiste femminili nella storia degli ultimi decenni.

Una società più giusta – tutti concordi – passa anche attraverso una maggiore presenza femminile nelle istituzioni.

All'appuntamento hanno partecipato dirigenti di partito, candidati e rappresentanti di associazioni del territorio, in un clima di grande partecipazione. L'incontro ha superato i confini della campagna elettorale, diventando un momento di riflessione collettiva su diritti, inclusione e responsabilità sociale.

Roberta Mori ha ricollegato l’iniziativa a un discorso più ampio, auspicando che anche la Calabria possa diventare un laboratorio politico e culturale per nuove forme di impegno civile, fondate sull'inclusione e sul rispetto della dignità di ogni donna.