Il consigliere regionale della Calabria per il Partito Democratico, Giuseppe Falcomatà, ha rinnovato il proprio sostegno agli autotrasportatori in mobilitazione per denunciare le pesanti ricadute del caro carburante sulla sostenibilità del settore. L'esponente politico ha preso parte ai presidi allestiti a Gallico e Campo Calabro al fianco del sindaco e consigliere metropolitano Sandro Repaci, dei consiglieri circoscrizionali Giuseppe Giordano e Michele Cotroneo e di Luigi Catalano dei Giovani Democratici, confermando un impegno già testimoniato durante la manifestazione a Davoli lo scorso 2 ottobre.

Al centro delle critiche di Falcomatà vi sono le risposte giunte dall'esecutivo nazionale, a partire dalle posizioni del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e dagli esiti del tavolo di confronto al ministero dell’Economia, giudicati offensivi per l'intelligenza degli operatori. Inoltre, il consigliere dem ha evidenziato l'inadeguatezza dell'ennesimo decreto sicurezza, approvato dal Governo mentre sugli scaffali dei supermercati si registrano già le prime carenze di beni essenziali come acqua, farina, frutta e verdura.

Il dibattito politico si è ulteriormente inasprito a seguito delle dichiarazioni del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida, il quale ha sollevato il tema del rischio di infiltrazioni criminali all'interno dei blocchi. Falcomatà ha respinto con fermezza questa impostazione, definendola una scorciatoia per dividere il fronte della protesta e invitando il Governo a rendere pubbliche ed esplicite le eventuali evidenze concrete in suo possesso. Secondo il consigliere, la tutela della legalità non può tradursi in sospetti indiscriminati che delegittimano lavoratori impegnati in una battaglia condotta con civiltà e compostezza.

Ribadendo la centralità degli autotrasportatori per il sistema produttivo, per l'approvvigionamento merci e per la vita quotidiana dei cittadini, Falcomatà ha chiesto alle istituzioni di assumersi la responsabilità di un confronto serio, volto ad affrontare le cause della crisi e a salvaguardare la dignità dei lavoratori.