Il dirigente lametino annuncia l’addio e sostiene che 1.200 iscritti del suo comitato siano pronti a seguirlo. Il coordinatore regionale respinge la ricostruzione e replica con 30 nuove realtà territoriali e 2mila tesserati
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A ricostruire la vicenda è Il Fatto Quotidiano, che riferisce dell’uscita di Giancarlo Talarico, dirigente lametino eletto nell’assemblea nazionale di Futuro Nazionale con il 70% delle preferenze. Talarico ha annunciato di lasciare il partito, il comitato di cui era presidente e anche l’associazione “Re Italo – Il mondo al contrario”, da lui fondata prima della nascita di Futuro Nazionale.
L’addio arriva mentre il movimento di Vannacci si prepara al suo primo importante banco di prova elettorale in Calabria. L’ex generale ha definito Reggio la possibile “Sassonia” del suo movimento.
Secondo Talarico, però, dietro la crescita dichiarata dal gruppo dirigente ci sarebbe una situazione molto diversa. Il dirigente sostiene che almeno 1.200 iscritti legati al suo comitato sarebbero pronti a seguirlo fuori dal partito e che, complessivamente, i dissidenti calabresi arriverebbero a circa 2.500 persone. Numeri che, se confermati, rappresenterebbero una frattura significativa proprio alla vigilia del voto.
Talarico attribuisce una parte importante della rottura alla gestione regionale del partito e in particolare al coordinatore calabrese Domenico Furgiuele. Parla di comportamenti che considera “politicamente scorretti, personalistici” e accusa i vertici di non aver dato adeguato ascolto alle sue segnalazioni. A suo giudizio, la nomina di Furgiuele sarebbe stata determinante per la decisione di lasciare il movimento.
Il dirigente critica anche la linea adottata nel reclutamento della classe dirigente, contestando quella che considera un’apertura indiscriminata verso esponenti provenienti da altri partiti. Una posizione particolarmente delicata in Calabria, dove Futuro Nazionale ha costruito rapidamente una rete territoriale e ha recentemente portato nel proprio schieramento Domenico Giannetta, fino a poche settimane fa capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale.
Furgiuele respinge però integralmente la ricostruzione. Secondo il coordinatore regionale, in Calabria non ci sarebbe alcuna emorragia di iscritti. Al contrario, sostiene che dalla sua nomina sarebbero nati 30 nuovi comitati e che circa 2.000 persone si sarebbero tesserate. Furgiuele ridimensiona inoltre il peso politico di Talarico e sostiene che il partito sia in costante crescita.
Il confronto si inserisce in uno scenario politico calabrese già particolarmente teso. Alle suppletive di Reggio Calabria si confrontano Giannetta per Futuro Nazionale, Fabio Roscioli per il centrodestra e Frank Benedetto, direttore della Cardiologia di Reggio Calabria, sostenuto dal centrosinistra. Intanto, lo scontro tra Futuro Nazionale e il centrodestra tradizionale si è fatto sempre più esplicito.
Nei giorni scorsi anche Giuseppe Scopelliti aveva dichiarato di aver rifiutato una possibile candidatura con Futuro Nazionale, scegliendo di sostenere Roscioli. Furgiuele ha successivamente negato che vi sia stata una proposta ufficiale del movimento all’ex governatore, chiedendogli di indicare chi lo avrebbe eventualmente contattato.
Sul piano nazionale, intanto, Futuro Nazionale sta acquisendo un peso politico crescente. Un recente sondaggio Noto citato dal Corriere della Calabria attribuisce al movimento di Vannacci l’8%, davanti a Forza Italia e Lega. Un risultato che rende il partito potenzialmente decisivo negli equilibri del centrodestra.
È dunque la Calabria il primo vero laboratorio della sfida di Vannacci. Ma proprio mentre il generale punta su Reggio per dimostrare la forza del nuovo movimento, le divisioni interne raccontate da Talarico e contestate da Furgiuele aprono un interrogativo: Futuro Nazionale sta realmente conquistando il territorio oppure sta già pagando il prezzo delle tensioni nate nella costruzione della propria classe dirigente?
La risposta arriverà dalle urne del 27 e 28 settembre. Prima ancora, però, sarà importante capire quanti degli iscritti annunciati come pronti a lasciare il movimento passeranno realmente dalle dichiarazioni ai fatti. E soprattutto sarà importante capire il peso di Cannizzaro sul voto, considerando la sua popolarità e la sua forza elettorale. La luna di miele del neo sindaco di Reggio con gli elettori è ancora in corso. Per cui il suo peso sul voto sarà decisivo.




