Stamani, nell’Auditorium comunale di Gioiosa Ionica (Rc), il senatore Nicola Irto ha partecipato all’incontro «A lezione di Costituzione italiana», promosso dal Polo Liceale Locri Zaleuco-Oliveti-Panetta-Zanotti. Si è trattato di un’occasione di confronto sul significato attuale della Carta costituzionale e sul ruolo delle nuove generazioni nella vita democratica del Paese.

L’evento si è aperto con l’introduzione della dirigente scolastica Carmela Rita Serafino e con i saluti istituzionali dell’assessore regionale Eulalia Micheli e del vicesindaco e consigliere metropolitano Salvatore Fuda. Ha presentato i lavori il professore Rocco Ermidio, con la moderazione del professore Alfredo Piscioneri, docente di Filosofia e Storia del Polo liceale e redattore di Ciavula.it.

Per il suo intervento, il senatore Irto ha scelto un taglio dialogico, partendo dalle domande degli studenti e valorizzando il senso civile dello studio della Costituzione. Il senatore ha richiamato le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – «La Repubblica siamo noi e la Costituzione deve essere la nostra guida» – e ha spiegato che la Repubblica non coincide con un luogo distante o con un palazzo riservato agli adulti, perché si esprime nella responsabilità quotidiana delle persone e nel contributo di ciascuno.

Irto ha indicato tre direttrici per una cittadinanza attiva che può nascere già in età scolastica: conoscere, partecipare e costruire. Conoscere significa informarsi in modo serio, distinguere i fatti dalle opinioni e sviluppare autonomia critica. Il senatore ha ribadito il valore della conoscenza come strumento di libertà e consapevolezza, ricordando la sua proposta di legge per incentivare la lettura fin dalla prima infanzia.

Partecipare significa vivere con pienezza la scuola e il territorio, frequentare associazioni e spazi culturali, praticare sport, dedicarsi al volontariato, porre domande e pretendere risposte, senza rinunciare al controllo civico sulle decisioni pubbliche. Costruire, infine, significa progettare un futuro migliore e rifiutare l’idea che l’abbandono dei paesi e il depotenziamento dei servizi siano un destino, soprattutto nelle aree interne e nel Mezzogiorno.

Nel rispondere alla domanda sul senso autentico della parola democrazia, Irto ha sottolineato che il termine non può ridursi a un’etichetta utile a legittimare qualunque scelta. La democrazia, ha detto il senatore, è un sistema di regole e valori che tutela libertà e giustizia, pone limiti al potere, protegge i diritti delle minoranze e impone alle istituzioni il dovere di rispondere ai cittadini.

Irto ne ha quindi richiamato i pilastri essenziali: libertà, uguaglianza, partecipazione, legalità e Stato di diritto, competenza e responsabilità. Ha poi evidenziato che la democrazia è anche cultura e si materializza nella qualità dei comportamenti e dello spazio pubblico.

Il senatore ha quindi elencato gli articoli della Costituzione che lo ispirano nel ruolo istituzionale: l’articolo 3 sull’uguaglianza sostanziale e sulla rimozione degli ostacoli, l’articolo 32 sul diritto alla salute, l’articolo 9 sulla tutela del paesaggio e dell’ambiente, l’articolo 4 sul lavoro, l’articolo 34 sulla scuola «aperta a tutti», l’articolo 21 sulla libertà di espressione e l’articolo 54 sul dovere di esercitare le funzioni pubbliche con «disciplina e onore».

Su quest’ultimo punto, Irto ha rimarcato il valore della sobrietà e del senso della misura, visto che un incarico pubblico comporta responsabilità e serietà. Sul tema della giovinezza della Costituzione, il senatore ha affermato che la Carta conserva una marcata attualità perché contiene un progetto di convivenza fondato su valori che non invecchiano e perché continua a rivolgersi al presente.

La Costituzione, ha concluso Irto, rimane giovane quando è vissuta come strumento per ridurre disuguaglianze e ingiustizie territoriali e quando entra nelle mani dei ragazzi, che l’attualizzano con lo studio, il confronto e l’esperienza. L’incontro con studenti preparati, maturi e partecipi ha confermato il ruolo della scuola come luogo primario di educazione democratica e di crescita civile.