Il caro energia torna a mettere in difficoltà i bilanci dei Comuni e, di conseguenza, la tenuta economica delle famiglie.

È su questo punto che il sindaco di Melicucco Francesco Nicolaci interviene con una proposta chiara al Governo guidato da Giorgia Meloni: istituire un fondo straordinario nazionale per sostenere gli enti locali nel pagamento delle bollette.

«Non possiamo permettere – dichiara il sindaco – che gli aumenti dell’energia si traducano automaticamente in tasse più alte o in servizi ridotti. I Comuni non possono essere lasciati soli davanti a dinamiche economiche globali che non controllano».

Il sindaco Nicolaci richiama precedenti concreti, sottolineando come lo Stato sia già intervenuto più volte in situazioni analoghe. Il primo riferimento è alla pandemia: tra il 2020 e il 2021, con il cosiddetto «fondone» previsto dal Decreto Rilancio, furono stanziati oltre 5 miliardi di euro per sostenere i Comuni, coprendo minori entrate e maggiori spese, comprese quelle per le utenze e i servizi essenziali.

Ma un precedente ancora più diretto riguarda proprio la crisi energetica legata all’embargo sul gas russo nel 2022. In quell’anno, infatti, il Governo intervenne con una serie di provvedimenti – dal Decreto Energia ai successivi «Decreti Aiuti» – istituendo e rafforzando un fondo straordinario per sostenere gli enti locali nel pagamento delle bollette.

«Questo dimostra – prosegue Nicolaci – che lo Stato ha già riconosciuto in passato la necessità di intervenire quando i costi energetici sfuggono al controllo dei territori. Non stiamo chiedendo nulla di nuovo, ma la continuità di una linea già adottata».

Il sindaco evidenzia come la situazione attuale presenti caratteristiche simili: «Siamo davanti a rincari determinati da fattori internazionali, da crisi geopolitiche e da scelte macroeconomiche. I Comuni subiscono queste dinamiche, ma non possono governarle. Eppure devono continuare a garantire servizi fondamentali».

Da qui la proposta: un fondo strutturale e vincolato destinato a coprire le spese energetiche di scuole, edifici pubblici, illuminazione e impianti sportivi, evitando che il peso ricada sui cittadini.

«È una misura di equità – sottolinea Nicolaci – perché impedisce che decisioni prese lontano dai territori finiscano per colpire direttamente le famiglie».

Il messaggio al Governo è improntato alla collaborazione: «Siamo certi che l’esecutivo saprà ascoltare le esigenze dei Comuni. Durante il Covid e durante la crisi energetica del 2022 lo Stato è intervenuto con tempestività. Oggi chiediamo lo stesso senso di responsabilità».

Infine, l’appello alla comunità: «Le amministrazioni locali continueranno a fare la propria parte con serietà e rigore. Ma senza un sostegno straordinario, il rischio è che il caro energia si trasformi in un problema sociale. Ed è proprio questo che dobbiamo evitare».