Un primo confronto per parlare di partecipazione reale, strumenti di democrazia diretta e centralità dei territori: si è svolto nei giorni scorsi l’incontro fra il Comitato di Quartiere Reggio Campi-Villini Svizzeri-Trabocchetto e una rappresentanza del gruppo civico Progetto Reggio – Comitato Anna Nucera Sindaca. Al centro della riunione, le proposte per una democrazia partecipata più concreta e operativa, che il movimento civico ritiene «centrali» nel processo di rinascita della città.

Dalla valorizzazione dei comitati di quartiere fino alla richiesta di un vero e proprio Assessorato alla Partecipazione, il confronto ha tracciato un’idea chiara: serve un nuovo patto tra cittadini e istituzioni. «Occorre che le persone tornino protagoniste – si legge in una nota congiunta – riappropriandosi del diritto e del dovere civico di contribuire alle decisioni pubbliche».

I due comitati chiedono l’approvazione urgente delle norme per l’elezione dei Consigli di Circoscrizione, ma sottolineano anche la necessità di istituzionalizzare l’esperienza, ormai diffusa, dei comitati di quartiere. Per farlo servono strumenti precisi: un regolamento comunale che ne definisca ruoli e funzioni, ambiti territoriali, possibilità di intervento diretto e anche un budget dedicato per lavori urgenti o attività culturali.

L’idea condivisa è che i comitati possano colmare il vuoto lasciato dalla scarsa operatività delle circoscrizioni, rispondendo in modo più puntuale ai bisogni di rioni omogenei per storia, tradizioni e logistica. Fondamentale, secondo i promotori, anche la creazione di una Carta della Partecipazione, che formalizzi regole e modalità per il coinvolgimento dei cittadini, e l’istituzione di un Osservatorio sul Decentramento, con il compito di vigilare sulla trasparenza e sull’effettiva apertura degli organismi decentrati.

Quello avviato è solo il primo di una serie di incontri, con l’obiettivo comune di rendere davvero agibili gli strumenti della democrazia di prossimità. Per Progetto Reggio, «la partecipazione ha bisogno anche di luoghi fisici, dove i cittadini possano incontrarsi, ricevere informazioni e servizi. Serve un lavoro profondo, nei quartieri e nelle coscienze, per restituire ai reggini il governo della propria città».