Con l’annuncio di Francesco Cannizzaro si cristallizza lo status quo della coalizione: Falliti tutti i tentativi di fare lo sgambetto ad una leadership già riconosciuta nel centrodestra reggino
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Con la candidatura di Francesco Cannizzaro a sindaco di Reggio Calabria finiranno le polemiche su ritardi e presunte difficoltà a trovare la “persona” giusta da parte di Forza Italia, soggetto deputato dagli alleati a fare il nome del candidato. Sorrisetti ironici e ammiccamenti hanno albergato in queste ultime settimane negli ambienti del centrosinistra cittadino, ma non solo. Con l’annuncio di Cannizzaro anche nel centrodestra torneranno a tacere personaggi in cerca di autore e leader del passato che non accettano di aver perso il proprio ruolo e cercano visibilità attraverso continue uscite mediatiche.
Cedere il passo all'evidenza dei fatti non è semplice, ma tant'è: la leadership del CentroDestra alberga altrove ormai da anni. Piaccia o no. È questione di fatti e di numeri. Lo dovrebbe capire Giuseppe Scopelliti che ha trovato nella Lega l'ultima spiaggia, dalla quale ora sembra anche tenuto alla larga.
Senza alcuno spazio in Forza Italia e con Giorgia Meloni che non lo vuole vedere neppure in cartolina, Peppe si sente forte di quel che resta del suo gruppo di nostalgici della prima ora, senza neppure rendersi conto di avere già fallito, se è vero come è vero che il tentativo di usare Franco Sarica come testa d'ariete per entrare a Palazzo Campanella, non è neppure riuscita. Oltretutto non si capisce bene dove voglia andare a parare, esternando le sue perplessità sulle scelte del centrodestra reggino rispetto alla strategia messa in atto per le tanto attese comunali. Perché se da un lato Scopelliti si presenta in prima fila alla presentazione del manifesto di Forza Italia e ha parole al miele per Cannizzaro, dall'altro poi ad ogni occasione pubblica non fa altro che lanciare frecciatine senza un bersaglio definito. A che pro se non quello di tentare di giocare con più mazzi di carte e, maldestramente, di provare a fare qualche sgambetto?
Prima di impartire lezioni o distribuire pagelle, qualcuno dovrebbe ricordare a Scopelliti come è finita l’ultima stagione politica che ha avuto la responsabilità di guidare. Perché la memoria dei reggini non è così corta. E chi oggi prova a riscrivere la storia farebbe bene a ricordare che la credibilità non si costruisce con le interviste, ma con i risultati. E su quelli, purtroppo, i conti sono già stati fatti.
Insomma, più che commentare le scelte altrui, qualcuno farebbe bene a interrogarsi sul peso politico reale delle proprie parole. Perché in politica la nostalgia non basta a costruire il futuro.

