Tutti gli articoli di Politica
PHOTO
«Da maggio, la comunità di Mosorrofa si confronta con un’agonia quotidiana: servizio idrico garantito solo per 3 o 4 ore al giorno, un’illusione di normalità che si dissolve con il sorgere del sole. Ora, da venerdì scorso, le condotte sono state completamente chiuse, lasciando un’intera comunità senza acqua, privandola dei servizi essenziali e gettando nel caos le vite di chi ci vive».
Così Demetrio Giordano, segretario comunale PRI.
«È come un lento processo di decomposizione, dove ogni giorno che passa svela le crepe di un sistema che dovrebbe garantire sicurezza e benessere. Le attività quotidiane si fermano, la cura della persona diventa un’impresa ardua, e gli anziani e i malati si trovano a dover affrontare una realtà sempre più difficile, senza il conforto di un semplice bicchiere d’acqua.
Questo disservizio non è solo un problema tecnico, ma un simbolo di una fragilità più profonda, di una comunità che si sente abbandonata, sospesa tra speranza e rassegnazione. La mancanza di risposte chiare e tempestive alimenta un senso di impotenza, come se il tempo stesso si fosse fermato, lasciando spazio solo alla consapevolezza di una crisi che si prolunga, senza fine.
È davvero frustrante vedere come, nonostante le promesse e le proteste, nulla cambi di sostanziale, e le interruzioni del servizio continuino a verificarsi con una certa frequenza.
Le lamentele della cittadinanza, che in passato sono state più di una volta espresse con forza e determinazione, sembrano parole al vento. Le richieste di intervento e di miglioramento delle infrastrutture idriche, ripetutamente avanzate, sono rimaste inascoltate o accolte solo con promesse che poi non si sono concretizzate.
E mentre il servizio idrico continua a essere un problema irrisolto, le bollette invece arrivano sempre puntuali, e con importi che sembrano salire di anno in anno. È un ulteriore peso per le famiglie e le imprese locali, che da un lato devono fare i conti con costi sempre più elevati per un servizio che, purtroppo, non viene garantito come dovrebbe, e dall’altro sono costretti a trovare delle alternative in autonomia.
Questa disparità tra le promesse di miglioramento e la realtà quotidiana alimenta un senso di insoddisfazione e di sfiducia nei confronti delle istituzioni responsabili.
Mosorrofa merita di più. La sua storia ci ricorda che dietro ogni problema tecnico ci sono vite, sogni e bisogni che non possono essere ignorati. È ora che le autorità intervengano con decisione, per interrompere questa lenta decomposizione e restituire alla comunità la dignità di vivere, e non più di sopravvivere».

