«Onda Orange è sempre stata favorevole e promotrice della partecipazione civica. Non è una posizione nata oggi ma una convinzione che abbiamo dimostrato nel tempo, nelle nostre iniziative pubbliche, nei momenti di confronto aperto e nei percorsi partecipativi costruiti nei quartieri e negli spazi della città.

Crediamo – si legge nella nota diffusa –  nella partecipazione civica come metodo pertanto la scelta delle primarie ci è sembrata una soluzione naturale e da gruppo civico nuovo nel panorama politico, abbiamo faticato a comprendere la titubanza che per settimane ha accompagnato uno strumento che, a nostro avviso, non indebolisce una coalizione ma la rafforza.

Le primarie mettono in campo, con trasparenza, tutti i punti di vista di un’area culturale ampia e plurale rendendo visibile il dibattito e consegnandolo ai cittadini, rendendoli attori di una votazione libera e democratica.

Possono partecipare i candidati ma soprattutto possono partecipare gli elettori e per noi questo è il punto fondamentale e che ci distingue da scelte imposte dall'alto di altri schieramenti e a volte al di fuori della nostra città.

Siamo felici  - continua Onda Orange nella nota – di far parte del fermento culturale della nostra area culturale e siamo soddisfatti che, con senso di responsabilità, si sia riusciti a compattare partiti e movimenti attorno a un percorso condiviso. Questo passaggio era fondamentale.

Le primarie non sono un punto di arrivo ma un passaggio di maturità politica, uno spazio in cui si misura la credibilità delle idee e la capacità di costruire una visione comune.

Ribadiamo con chiarezza che Onda Orange, come tutte le forze in campo e come sancirà la carta dei valori, resterà in campo a prescindere dal risultato finale delle primarie.

La nostra partecipazione non è condizionata da un singolo esito elettorale ma radicata in una responsabilità civica che non si spegne al termine di una consultazione perché la nostra idea di città, già emersa con forza attraverso la comunicazione, gli eventi, i momenti di confronto pubblico che abbiamo promosso e prossimamente nel nostro programma politico, deve entrare nel dibattito pubblico di Reggio Calabria.

Per noi la politica non è chiusura, non è paura del confronto e non è gestione ristretta delle decisioni ma responsabilità collettiva e crediamo che le primarie siano esattamente questo».