Il movimento politico reggino in giro per le borgate ad ascoltare i cittadini
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Il viaggio di Rotta Civica continua. Il van di Onda Orange in questi giorni continua a percorrere i chilometri che legano le borgate al centro di Reggio Calabria.
Giovedì 15 la compagine Orange si è spinta fino al confine della città, la fiumara Valanidi, che segna la demarcazione tra il comune di Reggio e quello di Motta – Lazzaro. Una comunità quella di Rosario e Serro Valanidi che prova a resistere alle tante criticità che rendono complesse anche le semplici attività di spostamento.
Poche e tortuose le strade che arrivano fino all'altezza delle frazioni e le rare infrastrutture scontano un'atavica dimenticanza amministrativa e politica. E' Vincenzo Amalfi a illustrare la travagliata storia dell'unico ponte di collegamento tra le sponde nella parte alta del torrente Valanidi.
A seguito di un crollo avvenuto mezzo secolo fa, la soluzione trovata al tempo fu quella di incamiciare le travi centrali del ponte in un'anima metallica che nei decenni successivi non è mai stata attenzionata e testata. L'intera struttura oggi presenta ampie aree di ammaloramento e vistosi segni che manifestano l'incompiutezza dell'opera. Basti pensare che il piano del ponte non fu mai coperto dal necessario nastro d'asfalto.
La comunità chiede una verifica dello stato di salute dell'intera opera, sulla quale peraltro insiste l'intera viabilità della zona, compresa quella dei mezzi pesanti e della linea Atam.
Ad oggi, l'accordo raggiunto nel 2024 tra i comuni di Motta – Lazzaro e Reggio per porre in essere le tanto sospirate verifiche sembra fermo in un binario morto. Nulla, nonostante il passare degli anni, sembra muoversi. Ma questo angolo di territorio reggino oltre alle ataviche criticità che attendono una definitiva soluzione presenta evidenze storiche e paesaggistiche notevolissime.
Sempre in compagnia di Vincenzo Amalfi si è avuta la possibilità di riscoprire la storia della suggestiva chiesa di San Nicola, con il suo pregevolissimo portale seicentesco e le numerose epigrafi che raccontano la travagliata serie di eventi patiti dall'edificio durante lo scorrere dei secoli.
Un piccolo e interessante percorso conduce dalla cappelletta, che indica l'originaria sede della chiesa, colpita da un'alluvione nel '700, fino all'attuale collocazione, passando tra mandorli che a breve coloreranno la strada e resti di antichi mulini.
Giunti all'ingresso della chiesa, posta in altura e al riparo dalla fiumara secondo i desideri del Santo, come riporta la tradizione popolare (il miracolo delle formiche che indicarono il nuovo luogo di edificazione), lo sguardo viene rapito dal fascino della vallata ma lo spettacolo aumenta sempre più raggiungendo la sommità della collinetta del Calvario.
Anche in questa occasione spazio all'incontro e al dialogo con i residenti e le poche attività commerciali che eroicamente resistono che esprimono rammarico per una condizione di marginalità che rende tutto più difficile ma anche desideri e speranze che passano da collegamenti moderni e sicuri.
«Nel 2026 è inaccettabile che interi territori siano così marginalizzati e a rischio isolamento e quasi del tutto privi di attraversamenti della fiumara stabili e sicuri – si legge in una nota – Il viaggio di Onda Orange alla scoperta di criticità e potenzialità del territorio reggino continua e rimane aperto alle segnalazioni dei cittadini».

