«Il governo ci riprova e con il nuovo, il decreto sul Ponte di Messina riscrive le regole pur di salvare l'opera tanto cara al ministro per caso Matteo Salvini». Lo
afferma la senatrice M5S Ketty Damante. «Dopo la bocciatura della Corte dei conti e i rilievi del Quirinale - aggiunge - Palazzo Chigi presenterà il nuovo piano senza, però, preoccuparsi minimamente della validità del contratto firmato nel 2006 con Eurolink vincitore dell'appalto.
Un contratto obsoleto che prevedeva che il 60% del costo del ponte dovesse essere reperito sul mercato e solo il 40% a carico dello Stato. Oggi, invece, il costo è totalmente a carico dello Stato e quindi sui contribuenti. Senza dimenticare che il costo di oltre 10 miliardi di competenza di Eurolink supera di oltre l'87% quello di aggiudicazione di vent'anni fa. Inoltre, l'Europa - prosegue - aveva già lanciato l'allarme perché supera il 50% del costo dell'aggiudicazione. Risultato: la gara rischia
di essere rifatta. Ancora una volta si scarica sui conti del Paese un costo che serve solo a tenere in piedi questa maggioranza. E quando si esprimeranno Corte dei conti e
Commissione europea si ricomincerà da capo. Un tira e molla che non fa bene a nessuno se non a Salvini e compagni
», conclude la senatrice M5S Ketty Damante.