«La conversione di questo decreto non sia un'occasione persa, ma l'inizio di un vero ‘Patto per lo Stretto».
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«Il disegno di Legge 1832 non è un mero atto tecnico di riallineamento contabile o procedurale; è l’atto politico e giuridico che definisce il ‘come’ e il ‘quando’ di un’opera che ha il potenziale di riscrivere il destino economico e sociale dell’intero bacino del Mediterraneo. Il Ponte sullo Stretto può trasformare Reggio Calabria e Messina in un’unica, grande metropoli europea connessa ai grandi corridoi trans-europei. Tuttavia, un’opera di questa portata non può e non deve essere concepita come un corpo estraneo isolato dal suo contesto geografico e sociale. Il nostro approccio non è di preconcetta ostilità: riconosciamo la valenza strategica del collegamento stabile, ma siamo qui per ribadire con forza che il consenso del territorio non è un atto dovuto, né una formalità burocratica; è un risultato da costruire attraverso il rigore, la trasparenza e, soprattutto, il rispetto delle comunità locali che quel territorio lo abitano e lo custodiscono». Così il sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, Carmelo Versace, intervenendo nell’audizione nell’8^ commissione Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici del Senato, nell'ambito dell'esame del disegno di legge n. 1832 (d-l 32/2026 – Commissari straordinari e concessioni), relativo al Ponte sullo Stretto.
«E’ chiaro – ha aggiunto Versace - che il provvedimento in esame oggi nasce al fine di ottemperare ai rilievi delle Sezioni riunite della Corte dei conti. Questo richiamo ci ricorda una verità fondamentale: la velocità dell'esecuzione non può mai derogare alla legalità e alla solidità delle procedure. Apprezziamo che l’Articolo 1 (comma 1, lett. b) ristabilisca la necessità di pareri tecnici attuali. Non si può pretendere di costruire un’opera di tale complessità nel 2026 basandosi su pareri tecnici e ambientali del 1997. Il coinvolgimento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è, dunque, un atto di onestà intellettuale verso il Paese».
«Parallelamente – ha evidenziato - l’aggiornamento del Piano economico-finanziario e il vaglio dell'Autorità di regolazione dei Trasporti sulle tariffe sono passaggi essenziali per evitare che l'opera diventi un onere insostenibile per i cittadini».
«Come sindaco metropolitano, chiedo formalmente che l'Autorità di regolazione dei trasporti garantisca una ‘clausola di continuità territoriale’: il pedaggio non deve trasformarsi in una tassa occulta sul pendolarismo o in un ostacolo alla mobilità quotidiana tra le due sponde. La ‘Città dello Stretto’ esiste già nei fatti, nelle vite di migliaia di lavoratori e studenti; il Ponte deve unirli, non tassarli».
«Su questo argomento – ha affermato Versace - una breve e doverosa parentesi che non possiamo ignorare riguarda la recente declaratoria di inammissibilità del Tar Lazio sui ricorsi presentati dal nostro territorio. E’ infatti vero che i giudici hanno definito tali ricorsi ‘prematuri’, ma non infondati. Il TAR ha infatti stabilito chiaramente che la vera sede del confronto sarà la futura Delibera CIPESS, la quale dovrà essere accompagnata da un ‘rigoroso assolvimento dell'onere motivazionale’».
«Rivolgo dunque un appello a questa Commissione: non attendiamo il prossimo contenzioso legale per dare risposte. Il governo utilizzi gli strumenti istruttori previsti da questo DDL (procedura IROPI, art. 1, comma 1, lett. c) per rispondere ora, con dati scientifici e aggiornati, ai dubbi legittimi sulla salute pubblica e sulla sicurezza ambientale. Se il ‘rilevante interesse pubblico’ giustifica l’opera, esso deve anche giustificare i massimi investimenti possibili in prevenzione, monitoraggio epidemiologico e tutela del paesaggio per i cittadini di Villa San Giovanni e Reggio Calabria».
«Tornando all’esame del decreto legge, l’Articolo 1 (commi 5 e 6) affida all'Amministratore delegato di Rfi poteri commissariali per le opere ferroviarie. È un passo necessario per garantire l'intermodalità, ma poniamo una condizione politica e tecnica irrinunciabile: il completamento del’Bivio Bolano’ deve avvenire in modo sincrono e contestuale all'apertura del Ponte, assicurando che Reggio Calabria diventi un nodo centrale dell'Alta velocità e non un mero corridoio di servizio. Parallelamente, è necessario un piano straordinario di adeguamento per la rete stradale locale, oggi drammaticamente inadeguata. Siamo infatti di fronte a un paradosso inaccettabile: rischiamo di avere un’opera di altissima ingegneria capace di far attraversare lo Stretto in pochi minuti, mentre la rete ferroviaria locale resta ancorata a standard del secolo scorso».
«Reggio Calabria non accetterà di vedere i treni ad alta velocità sfrecciare sopra le proprie teste per servire solo la Sicilia. Il ‘collegamento stabile’ deve significare che la nostra città diventi un nodo centrale dell'Alta velocità europea, non un corridoio di servizio cieco. Per rendere reale questo tipo di integrazione, come Città metropolitana di Reggio Calabria proponiamo di superare la disparità progettuale che attualmente prevede una linea metropolitana ferroviaria solo per Messina, estendendola, pertanto, anche sul versante calabrese».
«L'obiettivo è di realizzare una nuova linea metropolitana a ‘ferro di cavallo’ che si estenda sul lato calabrese per ulteriori 17,3 km, collegando Bolano all'Aeroporto dello Stretto. Questo sistema integrato di circa 43 km garantirebbe tempi di collegamento europei tra le due città. Tuttavia è doveroso altresì evidenziare che mentre discutiamo di investimenti miliardari per unire le sponde, permane una drammatica frattura interna della provincia reggina».
«Esiste infatti un’opera vitale, da troppi anni attesa, che non compare in questo cronoprogramma: il completamento della Bovalino-Bagnara (Trasversale di Gambarie). Senza questa trasversale, il Ponte caricherà la nostra rete viaria di un traffico pesante e leggero senza precedenti, portando al collasso logistico l'intero territorio metropolitano.
Per non parlare della Statale 106: Il tratto tra Locri e Reggio Calabria deve diventare una priorità assoluta di questo governo. Non si può parlare di modernità se la costa jonica resta prigioniera di una strada inadeguata, pericolosa e spesso definita ‘della morte’. Dobbiamo avere il coraggio di guardare la realtà con gli occhi di chi vive nei nostri Comuni aspromontani. Oggi, raggiungere il centro da un borgo interno è un’odissea tra curve, tornanti e gimcane per schivare buche e smottamenti».
«Il dissesto idrogeologico ha ridotto le carreggiate a metà in troppi punti, isolando di fatto intere comunità dal diritto alla salute e allo studio. Investire sul Ponte senza investire sulla capillarità dei collegamenti significa costruire una porta monumentale su una casa che sta crollando. Chiedo che questa Commissione valuti l’inserimento di impegni finanziari certi, attingendo dalle rimodulazioni previste ai commi 11 e 12 per i programmi ANAS. Infatti, le attuali condizioni dei quasi 1.800 km di strade metropolitane ridurrebbero il Ponte a un ruolo meramente funzionale per il transito verso la Sicilia».
«Nella relazione inviata al MIT nel 2022 come Città metropolitana abbiamo quantificato in almeno 500 milioni di euro le risorse necessarie soltanto per riportare alla ‘normalità’ minima la rete stradale provinciale. L'isolamento infrastrutturale non è solo un disagio tecnico; è una condanna a morte lenta. È la causa primaria dello spopolamento, della fuga dei nostri giovani e dell'abbandono di tradizioni millenarie. Ogni frana non riparata, ogni tornante che allontana un borgo dalla "Città dello Stretto", è un pezzo di futuro che viene reciso. La vera sfida sociale del Ponte si vince abbattendo i tempi di percorrenza interni: un giovane di un borgo aspromontano deve poter raggiungere l'università o il lavoro a Reggio o Messina in tempi europei, non rischiando la vita su strade abbandonate».
«In conclusione, la Città metropolitana di Reggio Calabria - ha affermato Versace - chiede che la conversione di questo decreto non sia un'occasione persa, ma l'inizio di un vero ‘Patto per lo Stretto’. Non chiediamo privilegi, ma dignità infrastrutturale. Chiediamo con forza: garanzie tariffarie blindate per i residenti del territorio; monitoraggio sanitario e ambientale permanente con fondi dedicati; certezza dei tempi e dei finanziamenti per il Bivio Bolano e l'Alta velocità a Reggio Calabria; un piano straordinario per la viabilità interna, con priorità assoluta alla Bovalino-Bagnara, alla SS106 e alla messa in sicurezza dei 1.800 km di rete provinciale».
«Se il Ponte deve essere il simbolo della transizione ecologica e dell'innovazione, questo deve tradursi in fatti concreti per i cittadini calabresi. Senza i collegamenti capillari - ha concluso Versace - il Ponte smette di essere un volano economico e diventa un miraggio lontano, una passerella scintillante sopra un territorio che continua a svuotarsi. Siamo pronti al dialogo, ma vigileremo con estrema fermezza: il Ponte deve collegare l'Europa alla Sicilia, ma deve soprattutto collegare i nostri cittadini al loro diritto di restare, vivere e prosperare nella propria terra».

