Il gruppo "Rinnovamento Geracese" invia una nuova lettera per denunciare le condizioni critiche della SP1, tra cedimenti del fondo stradale e vegetazione incolta nella zona montana
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Un grido d’allarme che parte dalle zone interne e punta dritto verso palazzo Alvaro. L'ennesimo richiamo su una ferita mai rimarginata della viabilità metropolitana: il grave stato di abbandono in cui versa da tempo la strada provinciale 1, la storica arteria che unisce il versante ionico a quello tirrenico, da Locri a Gioia Tauro.
A farsi portavoce del malcontento dei cittadini sono i consiglieri comunali di minoranza del gruppo “Rinnovamento Geracese” Salvatore Galluzzo, Antonio Multari e Francesco Rodi, che hanno indirizzato una nota al sindaco della Città Metropolitana Francesco Cannizzaro. Nel documento trasmesso all'amministrazione provinciale, gli esponenti dell'opposizione geracese non nascondono rabbia e sconcerto di fronte a quello che definiscono un «costante lassismo» verso un’arteria di fondamentale importanza per l’intero territorio. La situazione, stando a quanto evidenziato nella missiva, avrebbe ormai superato il livello di guardia, mettendo quotidianamente a rischio l'incolumità dei residenti e degli automobilisti in transito.
Le criticità segnalate si trascinano in realtà da anni: lenti ma progressivi smottamenti del terreno, vistosi cedimenti e avvallamenti lungo la carreggiata e una cronica assenza di interventi di pulizia. La vegetazione ha ormai ricoperto del tutto quelle che un tempo erano le cunette di scolo, riducendo le dimensioni della sede stradale e limitando drasticamente la visuale. A soffrire di più è la fascia montana che da Gerace sale verso lo Zomaro. In questo tratto, denuncia la minoranza, «mettersi al volante è diventato un vero e proprio terno al lotto». La visibilità è ridotta a tal punto da spingere molti abitanti delle frazioni collinari e montane a utilizzare la strada solo per motivi strettamente necessari.
Pur riconoscendo il carico di lavoro iniziale che attende la nuova compagine amministrativa metropolitana, Galluzzo, Multari e Rodi rivolgono un accorato appello al vertice dell'ente di piazza Italia: «servono azioni concrete e urgenti per restituire decoro e sicurezza a una via di comunicazione cruciale, per decenni unico punto di contatto tra Ionio e Tirreno e ancora oggi nodo strategico per le comunità locali».

