«La sanità pubblica reggina non è semplicemente in difficoltà: è stata portata al limite del collasso da anni di scelte politiche sbagliate. Liste d’attesa infinite, reparti sotto organico, pronto soccorso in affanno, servizi insufficienti: questa è la realtà quotidiana che i cittadini affrontano. E di fronte a tutto questo non è più tollerabile alcun tentativo di minimizzare». È quanto ha dichiarato la segretaria provinciale del partito Repubblicano, Gabriella Andriani.

«Le responsabilità sono chiare e hanno un preciso indirizzo politico. Le governance regionali a guida centrodestra hanno fallito. Non hanno programmato, non hanno investito in modo adeguato, non hanno costruito una sanità pubblica in grado di rispondere ai bisogni del territorio.

Hanno lasciato che il sistema si impoverisse fino a diventare fragile e inadeguato.

Il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria è stato trasformato in un argine solitario, chiamato a sostenere il peso di un’intera provincia. Una scelta sbagliata, miope, che oggi presenta il conto.

Nessuna struttura, per quanto valida, può reggere da sola una domanda sanitaria così ampia. Senza una rete territoriale efficiente, il sistema è destinato a crollare.

E infatti è ciò che sta accadendo. Gli ospedali della provincia sono stati negli anni svuotati, ridimensionati, depotenziati. Questa è una precisa responsabilità politica. Senza presidi funzionanti sul territorio, il diritto alla salute viene compromesso ogni giorno. I cittadini sono costretti a spostarsi, a pagare di tasca propria o, peggio, a rinunciare alle cure. Questa non è sanità pubblica. È una resa dello Stato.

Servono scelte immediate e non più rinviabili: riapertura e piena operatività degli ospedali della provincia; assunzioni straordinarie di personale sanitario; investimenti reali e controllabili; riduzione concreta delle liste d’attesa; una programmazione sanitaria seria, trasparente e finalmente efficace. Nel frattempo, medici, infermieri e operatori sanitari continuano a garantire servizi essenziali in condizioni spesso estreme, colmando con il proprio sacrificio le carenze della politica.

Ed è proprio dentro questo sistema in affanno che emergono esempi che dimostrano come la buona sanità sia possibile. Il reparto di chirurgia diretto dal dottore Costarella al Gom rappresenta un’eccellenza reale, fatta di competenza, organizzazione e qualità delle cure. Un modello concreto che dovrebbe essere preso come riferimento per tutta la sanità calabrese. Ma le eccellenze isolate non bastano a salvare un sistema. Difendere la sanità pubblica significa difendere un diritto fondamentale. E oggi questo diritto, a Reggio Calabria, viene ogni giorno messo in discussione. Continuare a tacere significa essere complici. Servono responsabilità, scelte e risultati. Subito», conclude la segretaria provinciale del partito Repubblicano, Gabriella Andriani.