I dem dello Stretto hanno avviato una timida discussione sulle cause della sconfitta in una riunione ristretta con pochi invitati. L’obiettivo di una parte è l’azzeramento dei vertici, cittadino e provinciale, per arrivare poi al regionale
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Che l’aria fosse pesante dalle parti del Partito democratico era evidente. Lo era prima del voto, e se vogliamo ancor prima delle primarie, e lo è tutt’ora, e a maggior ragione, dopo la sconfitta «netta ed evidente» delle comunali per dirla con il segretario regionale dem. Nicola Irto, alla sua prima nel day after del 25 maggio, ha indicato la nuova direzione di marcia, parlando di un congresso straordinario per Reggio Calabria. Una indicazione saggia che però avrebbe dovuto seguire un ruolino di marcia forse diverso, che dovrebbe prevedere quantomeno il completamento della segreteria regionale, perché non è un mistero che in annate così avare di successi anche il segretario regionale finisca per essere messo sulla graticola.
Invece a Reggio si è pensato di bruciare le tappe. La segretaria cittadina, che non è segretaria già da tempo per scadenza di mandato, ha convocato nei giorni scorsi una riunione preliminare per preparare le regole del congresso straordinario di Reggio Calabria, con una particolarità: era a numero chiuso. Vale a dire che Valeria Bonforte ha spedito una serie di inviti ad un numero ristretto di eletti, non eletti, e personalità che gravitano attorno al mondo dem.
Il risultato, dice chi ha partecipato alla riunione, è stato pressoché impalpabile, con l’accenno di una analisi del voto, e l’annuncio, non troppo annuncio, del fatto che la stagione di Valeria Bonforte è terminata qui. Nessun nome però per la successione al momento dove l’unica cosa certa sembra essere la riduzione a cinque, dei circoli cittadini.
Oltre al segretario provinciale Giuseppe Panetta, alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, Giuseppe Falcomatà, Carmelo Versace, Andrea Battaglia, Mimmetto Battaglia, Nino Malara, Nino De Gaetano, Laganà, Peppe Marino, Gimo Polimeni, Giuseppe Ranuccio, Angela Martino, Anna Briante, Sebi Romeo, Lucia Nucera col fratello Tonino. Non c’era invece Paolo Brunetti in aperto dissenso – dicono alcuni tra i dem – con il segretario provinciale; e non c’era neanche Alex Tripodi invitato ma in viaggio di nozze.
Dibattito tiepido e per certi versi scontato quello andato in scena ieri pomeriggio, il che fa immaginare come sarà molto più interessante quello che si svilupperà giovedì, giorno in cui è stata aggiornata la riunione.
Di certo ci sarà sul piatto il futuro assetto del Partito democratico in riva allo Stretto. Non è ormai un mistero che sarà chiesta la testa delle federazioni cittadine e provinciale. C’è chi sostiene che lo farà apertamente Giuseppe Falcomatà che però sarebbe più interessato al “punto grosso”, rappresentato dal vertice regionale del partito. Da parte sua, come detto, Nicola Irto prova a tenere il punto completando la segreteria regionale, e a tenere insieme alcuni pezzi del partito utili ad un eventuale rilancio delle quotazioni dem anche sul territorio reggino. D’altra parte gli impegni, al di là dell’analisi del voto, non mancano. Basti pensare da qui ad un mese alle elezioni metropolitane già convocate dal sindaco Francesco Cannizzaro che non ha voluto perdere tempo indicando nel 19 luglio la tornata elettorale di secondo grado che qualcuno avrebbe voluto si svolgesse ad ottobre. Secondo i soliti ben informati il centrodestra sarà capace di allestire due liste con 28 nomi facendo man bassa del consiglio metropolitano in un momento in cui il centrosinistra e il suo partito più rappresentativo stanno ancora smaltendo le scorie di una sconfitta bruciante.
Da questo punto di vista i dem dovranno decidere quale strategia adottare, se candidare chi si vuole candidare in una lista forte o puntare su due o tre nomi rischiando una nuova debacle. Il riferimento è anche a al sindaco di Villa San Giovanni Giusy Caminiti che non ha nascosto la sua volontà di far parte del Consiglio metropolitano in quota centrosinistra ma che sta incontrando un ostacolo proprio nel Pd. Tra coloro che invece vorrebbero candidarsi c’è l’ex sindaco facente funzioni Carmelo Versace, il sindaco di Benestare Domenico Mantegna che vuole riprovarci anche con il sostegno di Nino De Gaetano che non perde di vista il pupillo Marcantonino Malara, campione di voti nella lista dem alle comunali. C’è anche il sindaco di Melito, Tito Nastasi, sostenuto dall’area di Alex Tripodi. C’è poi chi è certo di una candidatura come i primi cittadini di Polistena e Conquefronti, rispettivamente Michele Tripodi e Michele Conia, con la variabile Vittorio Zito che da Roccella vorrebbe anche lui provarci.

