L’ex consigliere comunale: «Una misura di saggezza contabile – amministrativa che va colta subito e deliberata dalla Giunta nei tempi previsti dalla Legge»
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«In una città vessata da tributi comunali altissimi, a partire dalla Tari, a fronte di servizi resi solo periodicamente ed a “singhiozzo”, che hanno contribuito a mettere in ginocchio l’economia cittadina soprattutto di famiglie ed imprese, la possibilità offerta dal Governo nazionale con la legge di Bilancio di consentire agli Enti Locali la rottamazione “quinquies” dell’enorme arretrato in essere, è, a nostro giudizio, un atto politicamente ed eticamente da assumere senza tentennamenti. Non si tratta, sia chiaro, di bonificare nulla ai tanti cittadini morosi, non per scelta propria e per impossibilità oggettiva a farlo, ma di offrire loro l’opzione di sanare il loro debito senza farsi carico di sanzioni ed interessi di mora, oltremodo salati, fermo restante la sorta capitale, che normalmente grava sulla collettività».
È quanto afferma l’avvocato Pasquale Imbalzano, già consigliere comunale.
«Siamo fermamente convinti che per il Comune ridurre l’enorme contenzioso in essere e quindi ridimensionare la stratosferica posta dei Ratei Attivi iscritti in bilancio ma che rischiano, come avviene sistematicamente ogni anno, di passare a crediti inesigibili, con conseguente devastanti per le casse comunali, sia una operazione assolutamente vantaggiosa. Offrire ai cittadini disposti a pagare quanto da loro effettivamente dovuto, anche con una modesta rateizzazione, la possibilità di saldare la loro posizione debitoria, è una scelta sacrosanta. Una misura di saggezza contabile – amministrativa che va colta subito e deliberata dalla Giunta nei tempi previsti dalla Legge», continua Pasquale Imbalzano.
«È questa una richiesta ragionevole avanzata in questi giorni da più parti e da tante associazioni di categoria, ultima quella dell’Uppi, e che noi riteniamo ineludibile, nell’interesse dei reggini e del Comune che, altrimenti, rischierebbe di sprecare questa grande opportunità per impinguare le casse comunali con il pieno consenso di tantissimi reggini», conclude Pasquale Imbalzano.

