La nota del movimento politico reggino
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Reggio Calabria, volti nuovi di una città che aspira ad essere ecologista, progressista, femminista e al passo coi giovani di cui fa i principali attori
Il movimento La Strada esprime forte preoccupazione per la situazione culturale di Reggio Calabria, città ricca di storia e patrimonio ma impoverita da una gestione amministrativa incapace di generare programmazione, coordinamento e una visione di lungo periodo.
La prolungata chiusura della Biblioteca Comunale e dell’Archivio Storico rappresenta il caso più evidente. Pur riconoscendo problemi strutturali, secondo il movimento un’amministrazione lungimirante avrebbe dovuto predisporre spazi temporanei, servizi digitali emergenziali o convenzioni con altre istituzioni. Nessuna soluzione è stata adottata, privando la città di due presidi fondamentali di conoscenza e memoria.
Non meno grave è il silenzio che circonda il Museo della Visitazione, del quale non si hanno notizie né sullo stato degli ambienti né su eventuali sviluppi progettuali. A questo si aggiunge l’abbandono della tomba ellenistica, bene archeologico di enorme valore lasciato in condizioni definite «indecorose» dal movimento.
Sulla stessa linea il caso delle tavolette di Antonello di Messina: restaurate da tre anni, non sono mai state restituite pubblicamente alla cittadinanza, come sarebbe doveroso per opere di tale importanza storica e artistica. Un patrimonio che resta invisibile e dimenticato.
A completare il quadro, la Pinacoteca comunale versa in condizioni allarmanti: infiltrazioni piovane compromettono gli ambienti e mettono a rischio la conservazione delle opere, alcune delle quali mostrano già segni di deterioramento. La mancanza di interventi tempestivi e di manutenzione sta aggravando un patrimonio fragile.
Secondo La Strada, questi episodi non sono casi isolati ma la manifestazione di un problema profondo: l’assenza di una visione d’insieme. I settori competenti – lavori pubblici, manutenzione, cultura – non dialogano, non si coordinano e non affrontano i problemi in modo strutturale. Ogni criticità resta sospesa, frammentata, mai inserita in una strategia comune.
Nel frattempo, l’amministrazione si limita a interventi cosmetici, eventi occasionali e iniziative scollegate, lontane da una politica culturale autentica.
La Strada chiede dunque che la città sia restituita al suo patrimonio culturale e che si avvii un percorso serio e condiviso di pianificazione. Reggio Calabria, afferma il movimento, non può più permettersi di lasciare abbandonati i luoghi della memoria né di perdere ulteriori pezzi della propria identità.
Il patrimonio culturale è un bene comune: ignorarlo significa privare la comunità del proprio futuro.

