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Nata a Reggio Emilia ma reggina d’adozione, Marchi è stata protagonista, nel secondo dopoguerra, delle battaglie per i diritti delle raccoglitrici di olive nella Piana di Gioia Tauro e delle lavoratrici del gelsomino sulla costa jonica. Un impegno instancabile, sempre guidato da passione e competenza, che l’ha portata nel 1976 – quasi per sorpresa e “a furor di popolo” – alla Camera dei Deputati tra le fila del Partito Comunista Italiano.
Durante la sua esperienza parlamentare, Marchi si distinse per un attento lavoro legislativo. Tra i suoi contributi più rilevanti, il sostegno al disegno di legge del novembre 1976 contro le discriminazioni di genere sul lavoro, in materia di assunzioni, mansioni e percorsi di carriera. Rimane memorabile anche il suo intervento alla Camera del dicembre 1977, in cui denunciava con forza il fenomeno mafioso e invocava il risanamento della pubblica amministrazione, il rafforzamento della giustizia e un maggiore investimento nella cultura.
Attiva anche nella politica locale, fu consigliera comunale a Reggio Calabria per un decennio, dal 1970 al 1980, distinguendosi per rigore istituzionale, rispetto verso gli avversari politici e profonda dedizione al bene comune. Dopo l’esperienza nelle istituzioni, continuò a operare nel tessuto sociale reggino con ruoli chiave: per otto anni diresse il patronato INCA, si impegnò nell’Unione Donne Italiane e nel 1990 fondò l’Auser di Reggio Calabria, guidandola come presidente effettiva e, in seguito, come presidente onoraria. Un impegno, quello dell’Auser, finalizzato a valorizzare il ruolo degli anziani nella società, favorendone la partecipazione attiva.
«La figura di Enza Marchi – dichiarano i segretari metropolitani di AVS, Demetrio Delfino e Gerardo Pontecorvo – merita di essere ricordata e valorizzata anche dalle istituzioni cittadine e metropolitane. Il suo esempio resta vivo e deve continuare a ispirare le nuove generazioni».

