A nemmeno 48 ore di distanza dall’elezione del nuovo sindaco Domenico Romeo, vittorioso al fotofinish ai danni del “rivale” Roy Biasi, il panorama politico di Taurianova ribolle. Ieri, nel corso di un’intervista rilasciata ai nostri canali, il neo eletto primo cittadino ha criticato l’atteggiamento dei suoi avversari in questi mesi di campagna elettorale e risposto alle accuse presentategli nel tempo, da quella sul mancato confronto, a quella relativa alla conclusione anticipata dei suoi precedenti mandati. Tuttavia, in mattinata, Roy Biasi ha pubblicato tramite i suoi canali social un video, corredato da messaggio che lasciamo in fondo all’articolo, in cui si nota un uomo vicino al primo cittadino Romeo strappare una targhetta col nome del sindaco uscente, senza alcuna manifestazione di dissenso da parte dello stesso Romeo. Su questo e su altri particolari abbiamo voluto sentire il parere del diretto interessato, Roy Biasi, rammaricato per l’esito delle votazioni e preoccupato per il futuro dell’Ente, con forti polemiche riguardanti Romeo e la nuova Giunta.

Biasi, ieri in un’intervista ai nostri microfoni il nuovo sindaco Romeo ha criticato il suo atteggiamento di questi mesi precedenti alle elezioni e respinto al mittente le accuse ricevute. Alla luce di quanto accaduto e diffuso da lei sui social, vuole commentare?

«L'atteggiamento criticato da me rispecchia la pura verità: lui si è sottratto costantemente al confronto perché chiaramente non aveva la capacità di potersi confrontare. Lo sta evidenziando anche in questo momento, in quanto non riesce ad esprimere compiutamente quelle che sono le sue le sue intenzioni: non si è mai capito bene qual è il suo programma, non si è mai capito bene che cosa voglia fare. Parla solo di ascolto dei cittadini, però alla fine non c'è stata mai una mezza volontà, anzi neanche un quarto di volontà, di potersi confrontare.

Mi hanno contattato diverse testate e io ho dato la piena disponibilità, sempre, mentre lui si è costantemente sottratto. Chiaramente Romeo porta questa finta maschera di “buono”, ma accompagna, purtroppo, e condivide comportamenti che rivelano qual è la verità. Mi riferisco, ad esempio, al video diffuso da me stesso: credo che si commenti da solo. Se uno dei miei si fosse permesso di fare una cosa del genere, l'avrei preso a calci, o peggio l'avrei buttato giù dalle scale del Comune».

Sempre Romeo ci ha parlato di una città trasformatasi in peggio dalla sua ultima comparsa, con periferie e contrade abbandonate. Cosa risponde?

«La città è una città splendente, è una città ordinata, se lei viene a Taurianova vede una città completamente rinata, che ha una nomea completamente differente rispetto al passato. Ma il lavoro fatto in questi 5 anni è svanito in due giorni, perché siamo ritornati ad essere nuovamente oggetto di attenzioni non positive. Siamo stati Capitale Italiana del Libro, diventeremo patrimonio immateriale Unesco a breve con l'Infiorata: quindi di cosa stiamo parlando? Solo lui vede questa trasformazione in peggio. Quando è finita la sua epoca come era Taurianova? Semmai ci fosse stata una sua epoca, perché una volta è durato 18 mesi e l'hanno buttato giù i suoi, per poi l’amministrazione essere sciolta per impedire che si andasse al voto. La seconda volta, invece, l'hanno sciolta dopo due anni per i motivi che sappiamo».

Torniamo alle elezioni, c’è del rammarico? Come si spiega la sconfitta, seppur minima, nonostante l’appoggio di partiti come Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega? Anche su questo Romeo è stato chiaro: «Evidentemente Biasi non ha lasciato un bel segnale»…

«Anche questo non è vero, abbiamo preso un sacco di voti. Purtroppo la lista del centrosinistra di Loprete ha pescato nel nostro elettorato, tra gente che non avrebbe mai votato Romeo. È stata fatta all'ultimo minuto e questo ha determinato una spartizione di voti: voglio dire che in determinati casi ha racimolato una serie di preferenze con candidati che tradizionalmente votavano noi. Candidati che hanno convogliato verso il centrosinistra i voti, in modo assolutamente regolare, democratico, ci mancherebbe. Però, ecco, ci sono venuti a mancare dei voti proprio nelle sezioni dove eravamo più forti, voti spartiti col centrosinistra e che non sarebbero andati a Romeo. Se non si fosse candidato Loprete avremmo vinto a mani e basse. Comunque non ci saremmo mai aspettati questo risultato, perché un'amministrazione che lavora come ha fatto la nostra sarebbe riconfermata in tutte le parti del mondo: purtroppo qui non è successo».

Adesso, quale sarà il suo ruolo per Taurianova?

«Faro un'opposizione intransigente, rigida e chiederò trasparenza. Già siamo partiti male, con offese personali dai palchi e sulle quali il sindaco fa finta di chiedere scusa. Tuttavia, lascia parlare i suoi seguaci, offendendo tutti. Poi l'episodio di gente che non è nemmeno candidata che sale in Comune e si permette il lusso di prendere la targhetta dell'ex sindaco, in questo caso io, di strapparla e di buttarla in aria, con il nuovo primo cittadino che lo va ad abbracciare e stringere come se gli avesse consegnato un trofeo di guerra… Cioè io vedo tutto qui, tranne che un comportamento istituzionale o un comportamento che deve avere un sindaco con indosso la fascia tricolore. Ci siamo ridotti a questioni riguardo alle quali credo che la Prefettura debba prendere provvedimenti seri: io stesso da qui a poco chiederò un appuntamento al Prefetto per illustrare quello che è successo a Taurianova, riferendo nelle sedi opportune».

Quindi mi sta dicendo che di collaborazione tra maggioranza e opposizione neanche a parlarne …

«No, non esiste. Non ci può essere una collaborazione con soggetti che la prima cosa che fanno, invece, di rispettare l'avversario sconfitto, ti “accoltellano” oppure ti ingiuriano, ti diffamano e usano gesti di quel tipo. Lei collaborerebbe con uno che gli ha appena strappato la targhetta nel suo ufficio, la butta in aria e poi abbraccia il sindaco con la fascia tricolore? Non lo so se ci sono i presupposti per una collaborazione così.

La collaborazione deve essere bilaterale, deve essere chiesta da un primo cittadino, ma non può essere acquisita di diritto se ci si comporta in questo modo. E credo che in questo anche l'altro candidato a sindaco, Raffaele Loprete, la pensi esattamente come me: su questo episodio della targhetta, nello specifico, ha espresso la sua piena solidarietà. Purtroppo, noi l'avevamo detto e avevamo ammonito la cittadinanza su questi aspetti: tutto quello che era stato fatto con grande sacrificio per riportare il nome di Taurianova in auge, a livello nazionale e internazionale, si sarebbe praticamente perso nel giro di 2 minuti. E in effetti così è stato».

Chiudiamo con un messaggio per i taurianovesi: cosa ha da dire a chi l’ha votata e, soprattutto, a chi non l’ha fatto?

«Ringrazio chi mi ha votato, sono stati in tanti. La città sostanzialmente si è spaccata in due, o meglio tre, perché comunque c'è stata una parte che ha votato per il candidato Loprete. Tuttavia, la stragrande maggioranza, circa 3500 persone, di chi mi ha votato credeva fortemente in quello che ha fatto questa amministrazione. Per questo, ho l'obbligo, dal momento che così tanta gente ci ha conferito la fiducia, di difenderla e fare in modo che l'operato dell'amministrazione sia un operato giusto, corretto e istituzionale. Non può esserci un atteggiamento, di questo genere, che butti alle ortiche in due giorni quanto fatto in questi 5 anni.

Romeo ha una visione molto particolare, perché in questi ultimi anni a Taurianova non c'è mai stato, non si è mai fatto vedere, e quando è ricomparso lo ha fatto con il solito modo di fare e con le modalità che lui e i suoi seguaci conoscono. Io sono lontano 1000 miglia, ad esempio, dal loro modo di raccogliere consenso: per me il consenso deve essere un attestato di stima nei confronti di chi chiede il voto e non un “te lo vado a chiedere perché sei amico o perché sei parente o perché mi deve un favore o perché ti faccio un favore”. Questo per me non esiste e forse abbiamo perso perché abbiamo chiesto un voto libero, così come è diventata libera Taurianova negli ultimi 5 anni. Adesso, purtroppo, ora tornerà ad essere ostaggio di episodi di questo genere. Chi ha votato Romeo penso si sia già pentito dopo due giorni e lo capisco. Tranne i seguaci stretti, la stragrande maggioranza è pentita. Basta guardare la composizione del nuovo consiglio comunale per rendersene conto: credo che quando metteranno sul portale dell’Ente il curriculum di ognuno, come dovrebbe essere, la gente si farà quattro risate quando vedrà da chi è rappresentata».

Di seguito il messaggio di Roy Biasi dopo l’accaduto:

LA CLASSE NON SI COMPRA, IL RISPETTO

ISTITUZIONALE NEMMENO!

Ecco le immagini che raccontano, meglio di mille parole, la vera natura di certo trionfalismo: un sostenitore che spezza con arroganza la targhetta del sindaco uscente, Roy Biasi, sbandierandola davanti alle telecamere come un trofeo di guerra. Ma il vero capolavoro di ipocrisia arriva subito dopo. Il nuovo sindaco, quello che si professava "buono", moderato, rispettoso, delle istituzioni, che finge di chiedere scusa, cosa fa? Non si dissocia. Non ferma questo gesto becero. Anzi, sorride, applaude e stringe in un caloroso abbraccio l'autore del gesto. Questo è il vero volto della politica del rancore. Quando la sete di rivalsa supera l'educazione e il senso dello Stato, le istituzioni vengono ridotte a un palcoscenico per vendette personali. La campagna elettorale è finita, ma lo stile, o meglio, la totale assenza di esso, è rimasto ben visibile.

LA MASCHERA È CADUTA!

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