Il Circolo “Area dello Stretto” di Fratelli d’Italia torna ad accendere il dibattito sul ciclo dei rifiuti a Villa San Giovanni, puntando il dito contro quella che definisce una gestione ancora incompleta e non pienamente entrata a regime
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Nel documento firmato dal presidente del circolo Antonio Messina e dal direttivo, FdI sostiene che il tema non possa essere ridotto esclusivamente alla questione della bolletta TARI, ma debba riguardare l’effettiva qualità dei servizi resi ai cittadini, il controllo della spesa e la capacità dell’amministrazione di mantenere gli impegni annunciati.
Secondo il partito, a distanza di circa diciotto mesi dalla presentazione del nuovo piano per l’igiene urbana voluto dall’amministrazione guidata dal sindaco Giusy Caminiti, diversi servizi promessi sarebbero ancora parziali o non pienamente operativi. Nel mirino finiscono soprattutto l’isola ecologica, annunciata nel 2024 ma non ancora attiva, e una serie di attività considerate fondamentali per il decoro urbano: dalla pulizia delle spiagge alla manutenzione dei cimiteri, passando per il lavaggio delle strade, la disinfestazione, lo svuotamento dei cestini e la gestione delle periferie.
FdI richiama anche i dati ISPRA relativi alla raccolta differenziata, evidenziando come il dato del 2024 — pari al 50,02% — resti distante dai livelli raggiunti nel 2016 e nel 2017, quando il Comune aveva superato il 66%. Una flessione che, secondo il circolo, dimostrerebbe il ritardo accumulato nel raggiungimento degli obiettivi annunciati.
Nel documento si insiste sul fatto che il “decoro urbano” non possa essere considerato uno slogan, ma debba tradursi in servizi quotidiani verificabili e omogenei sull’intero territorio comunale. Vengono citate criticità legate all’abbandono dei rifiuti, alla presenza di microdiscariche, alla gestione delle deiezioni canine e feline e alla carenza di controlli e campagne informative.
Particolare attenzione viene riservata anche alla modifica del calendario della raccolta, con il passaggio quindicinale dell’indifferenziato. Per Fratelli d’Italia si tratta di una scelta che può funzionare soltanto in un sistema già pienamente organizzato e supportato da servizi aggiuntivi realmente accessibili, soprattutto per famiglie con bambini, anziani, persone fragili e cittadini con animali domestici.
Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di pubblicare un cronoprogramma certo per l’apertura dell’isola ecologica, una relazione dettagliata sui servizi effettivamente svolti dalla ditta incaricata, la rendicontazione dei costi sostenuti e un piano organico per il decoro urbano che comprenda centro, periferie, spiagge, aree verdi e cimiteri.
FdI conclude parlando di un duplice rischio: da una parte cittadini e commercianti che potrebbero ritrovarsi a pagare per servizi non ancora pienamente efficienti, dall’altra possibili ripercussioni sui conti dell’Ente qualora il sistema non riuscisse a sostenersi economicamente. «Il ciclo dei rifiuti — si legge nella nota — può diventare davvero un circuito virtuoso soltanto attraverso controlli continui, trasparenza nella gestione e piena funzionalità dell’isola ecologica».

