Approvati in due sedute del civico consesso i punti all’ordine del giorno, incluso il riconoscimento dei debiti fuori bilancio
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Il Consiglio Comunale di Villa San Giovanni, convocato per l’approvazione del Documento Unico di Programmazione (DUP), del Bilancio di previsione e del riconoscimento di un debito fuori bilancio (che consentirà un risparmio di oltre 70.000 euro sugli interessi moratori vantati dal gestore del servizio di energia elettrica) si è concluso con l’approvazione, in 2 sedute, di tutti i punti previsti: a votare a favore i 9 consiglieri di Città in Movimento; contrari i forzisti e astenuti i consiglieri di Spazio Democratico (che incomprensibilmente hanno votato solo il DUP).
Così l’ente prosegue senza alcuna battuta di arresto nella sua attività: un DUP che rende sempre più evidente la visione di Città che quest’amministrazione ha sin dal suo insediamento, con un piano triennale delle opere pubbliche reale, finanziamenti per oltre 13 milioni di euro, un piano assunzionale che prevede anche le progressioni in deroga per i dipendenti, le stabilizzazioni per i dipendenti a tempo determinato dell’Ambito, l’assunzione dei TIS, il potenziamento con due istruttori.
Ma, nonostante il merito delle deliberazioni assunte, il consiglio purtroppo resterà agli atti per il comportamento gravemente irresponsabile da parte delle minoranze consiliari.
Nel corso della seduta, i consiglieri di Forza Italia hanno richiesto per ben due volte la verifica del numero legale, approfittando della momentanea assenza di alcuni consiglieri di maggioranza, con il chiaro intento di far dichiarare deserta la seduta e impedire la prosecuzione dei lavori su atti essenziali per la stabilità finanziaria dell’Ente.
In occasione della prima verifica (fuori dall’aula una consigliera in stato di gravidanza), il numero legale è stato regolarmente accertato. Gli stessi consiglieri di opposizione, che avevano sollevato la richiesta, avevano già abbandonato l’aula senza attendere l’esito della verifica, assieme ai colleghi di Spazio Democratico, dimostrando un atteggiamento strumentale e non orientato al corretto svolgimento delle funzioni consiliari, mirando a determinare lo scioglimento della seduta.
Nel secondo episodio, la richiesta di verifica ha avuto esito negativo a causa dell’assenza di un consigliere di maggioranza, costretto ad allontanarsi per aver subito in casa alla presenza del padre un furto. Nonostante la natura eccezionale e umanamente comprensibile della situazione, la minoranza ha comunque insistito nel provocare l’interruzione della seduta, determinando la mancata approvazione dell’ultimo punto all’ordine del giorno.
«Tale comportamento – si legge in una nota – ha esposto l’Ente a un rischio concreto di danno erariale, legato alla possibile decadenza dalla transazione in essere e al conseguente aggravio di interessi moratori, in evidente contrasto con il principio di responsabilità istituzionale che dovrebbe guidare l’azione di ogni consigliere comunale».
Il Consiglio, riunitosi successivamente in seconda convocazione il 30 marzo, si è regolarmente aperto alle ore 9:08 perché presente un numero di consiglieri (9) superiore a quello richiesto dalle norme in seconda convocazione (9 e non 7) e, comunque, su richiesta di accertamento del numero legale fatta alla Presidente.
I lavori si sono svolti regolarmente, portando all’approvazione il punto rimasto sospeso, nonostante il palese orientamento della minoranza di non volere discutere il punto all’odg, determinando lo scioglimento della seduta del 27 marzo, per poi cambiare rotta, stigmatizzando la responsabile determinazione della maggioranza di deliberare il riconoscimento del debito, in seduta di seconda convocazione, anche in assenza della minoranza, accorsa solo a deliberazione conclusa.
«Non possiamo non stigmatizzare il comportamento dei consiglieri di opposizione che, pur essendo giunti in aula a deliberazione già assunta, hanno tenuto atteggiamenti di disturbo, dimostrando ancora una volta un approccio incompatibile con i principi di correttezza, lealtà istituzionale e rispetto delle regole democratiche. La Presidente del Consiglio ha agito nel pieno rispetto delle norme e delle prerogative regolamentari, avendo l’obbligo di dare avvio ai lavori in presenza del numero legale.
Si richiama, infine, la minoranza a un comportamento più responsabile e costruttivo, orientato alla tutela dell’interesse pubblico e non a logiche meramente ostruzionistiche, che rischiano di arrecare danni concreti alla collettività amministrata» conclude la nota.

