Mentre la maggioranza rivendica risultati e successi, l’azzeramento di fatto dell’assetto politico-amministrativo apre interrogativi sul reale stato dell’azione di governo.
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Come Forza Italia, forza politica di opposizione responsabile e radicata sul territorio, rileviamo che mentre sui giornali locali viene proposta l’immagine di una Villa San Giovanni che cambia, con un bilancio di risultati e interventi presentato in chiave fortemente celebrativa, nelle stesse ore emerge un fatto politico di tutt’altro segno.
La maggioranza che governa il Comune ha infatti annunciato di aver rimesso deleghe e nomine assessorili nelle mani del sindaco, dichiarando la necessità di imprimere un «nuovo slancio» all’azione amministrativa. Un passaggio che non può essere liquidato come ordinaria amministrazione o come semplice gesto di lealtà istituzionale. In qualsiasi ente locale, la rimessione delle deleghe rappresenta un atto politicamente rilevante, che segnala una difficoltà interna, una frattura o quantomeno una mancanza di equilibrio nella gestione collegiale del governo cittadino.
La domanda, allora, è inevitabile: se i risultati decantati fossero realmente così solidi e condivisi, perché oggi si avverte il bisogno di azzerare – di fatto – l’assetto politico-amministrativo? Ancora più singolare appare il tentativo di tenere insieme, nello stesso racconto pubblico, due messaggi tra loro contraddittori.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento che non può passare inosservato: nell’articolo della maggioranza, nel quale vengono citati assessori e consiglieri a sostegno della linea annunciata, risultano assenti nomi politicamente rilevanti, come quello della vicesindaca Pavone e del consigliere Idone. Un’assenza che alimenta interrogativi e che difficilmente può essere liquidata come una semplice dimenticanza giornalistica.
Da un lato, dunque, la rivendicazione di un programma «abbondantemente realizzato» e di una squadra compatta; dall’altro, l’ammissione implicita che servano maggiore collegialità, maggiore condivisione e un rilancio nella fase finale del mandato. Se oggi si parla di collegialità come obiettivo, significa che finora è mancata.
Nei giorni precedenti, inoltre, la cronaca ha registrato indiscrezioni su possibili minirimpasti, cambi di ruolo e nuove geometrie interne, legate non a valutazioni sui risultati amministrativi ma a equilibri politici ed elettorali. Elementi che rafforzano l’idea che la rimessione delle deleghe non sia un gesto simbolico, bensì il segnale di una vera e propria resa dei conti interna alla maggioranza.
Da consigliere comunale di minoranza e coordinatore cittadino di Forza Italia, ritengo doveroso porre alcune domande chiare, nell’interesse esclusivo della città. Che cosa non ha funzionato nell’attuale assetto di giunta e nelle deleghe assegnate, se oggi si parla di «nuovo slancio»?
Esiste una crisi politica all’interno della maggioranza e quali conseguenze ha avuto sull’azione amministrativa concreta? Le scelte in corso sono motivate da reali esigenze di governo o da logiche di futuri posizionamenti elettorali? Il sindaco intende chiarire in Consiglio comunale se vi sarà un rimpasto e quali criteri guideranno le nuove nomine: competenza, risultati, obiettivi misurabili o semplici equilibri interni?
Rimettere deleghe e nomine non è un atto neutro. È un passaggio che incide sulla stabilità dell’ente e sulla capacità decisionale dell’amministrazione. Per questo non bastano comunicati stampa o dichiarazioni rassicuranti: serve trasparenza, serve un confronto vero in aula consiliare.
Un Comune non è un comitato elettorale e non può essere governato attraverso operazioni di facciata. I cittadini hanno il diritto di sapere se siamo di fronte a una crisi politica, a una riorganizzazione di potere o a entrambe le cose.
Come minoranza continueremo a esercitare il nostro ruolo di controllo e di stimolo, chiedendo atti, spiegazioni e coerenza. Perché Villa San Giovanni ha bisogno di un’amministrazione concentrata sui problemi reali della città, non su equilibri interni mascherati da rilancio politico.

