Conferenza di metà il mandato dell’amministrazione di Villa San Giovanni, guidata dal sindaco Giusy Caminiti. Un passaggio considerato fondamentale, poiché tante sono le opere in corso in attesa di realizzazione e questo diventa il momento per fare il punto anche sul futuro della città. Il tutto in attesa della conferenza stampa che, domani, vedrà in cattedra la minoranza già pronta a fare le pulci all’operato della giunta Caminiti, mettendo in risalto le falle piuttosto che i risultati raggiunti.

Questa è sicuramente la legislazione che dovrà fare i conti con la mega opera del Ponte sullo Stretto, che ha focalizzato gran parte del lavoro dell’amministrazione che dopo una fase istituzionale, ha deciso di schierarsi apertamente con il “no” al ponte. Diversi sono stati gli step propedeutici per arrivare a quelli conclusivi, dove l’amministrazione continua a rivendicare il ruolo centrale della città.

Il sindaco ha quindi ricordato come tra le misure più significative approvate dal comitato di gestione, ci sia l’estensione della competenza per lo spostamento del porto a sud. «Si tratta del primo vero atto amministrativo che consente alla città di Villa San Giovanni di immaginare la delocalizzazione del porto commerciale e la creazione di un nuovo hub ferroviario. Un passaggio fondamentale per lo sviluppo del territorio».

«La città di Villa San Giovanni – ha dichiarato il sindaco di Villa San Giovanni nel corso della conferenza di questa mattina – è stata al centro del dibattito politico nazionale per la questione del Ponte sullo Stretto, ma oggi il focus è su altro. Tutti conoscono la posizione dell’amministrazione in merito, ma al di là delle polemiche e delle pressioni, si è riusciti a razionalizzare i servizi, ottenere 16 milioni di finanziamenti in 32 mesi e riorganizzare gli uffici comunali per valorizzare le competenze professionali».

In particolare, in 32 mesi sono stati ottenuti 16 milioni di finanziamenti, mentre altri 9 milioni e 440 mila euro sono ancora in itinere e si spera di concretizzarli entro il 2025. Ma non solo. In trenta mesi sono state realizzate tre progettazioni e chiusi tre cantieri, grazie ai fondi ereditati dalle precedenti amministrazioni per un totale di 2 milioni e 850 mila euro.

Rispetto alla riorganizzazione degli uffici comunali, «su sette dirigenti, la rotazione ha permesso di cambiare sei responsabili di settore. Tuttavia, se si dovesse guardare alla nota negativa di questa prima metà del mandato, si potrebbe dire che la città sta impiegando più tempo del previsto a riscoprirsi. La scuola elementare di Pezzo – ha continuato la Caminiti – è chiusa dal 2014 e l’amministrazione precedente ha perso 700 mila euro ma noi siamo pronti a riconsegnarla alla città».

«Avvieremo la riqualificazione totale dell’asilo delle suore salesiane e del palloncino “Io gioco legale” che dal 2011 non ha visto la luce. Nelle villette di via Roma, nei beni confiscati alla mafia nasceranno un centro diurno per bambini speciali ed un centro per anziani. Abbiamo partecipato a tutti i bandi in cui un Ente in dissesto poteva partecipare con la missione di rigenerare e riqualificare i beni pubblici della città».