«Questa immagine vuole essere un encomio al personale del pronto soccorso degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria che devono inventarsi di tutto per assistere i pazienti e lo fanno con il sorriso, nonostante tutto.
La mia invettiva muta - ché le parole sono finite - è contro uno Stato e una classe dirigente calabrese che ci raccontano la Calabria meravigliosa del turismo e del Ponte, mentre qui le condizioni dei cittadini al pronto soccorso sono queste». La denuncia sui social, con un post e una foto con la flebo (non la prima) attaccata a muro con un cerotto, è della giornalista reggina Tiziana Barillà reduce di 25 ore consecutive al Pronto soccorso del Gom di Reggio dove un suo familiare (codice azzurro, urgenza differibile) di ore ne ha passate oltre 36, prima di potere essere ricoverato nel reparto di Pneumologia del Gom.

L’odissea di un paziente prima del ricovero


«Con una diagnosi di polmonite bilaterale rilasciata dopo la visita e la successiva tac, per le quali, considerata la congestione del pronto soccorso - racconta Tiziana Barillà - l'attesa era stata sostenibile, l'odissea ha riguardato l'attesa del posto libero in reparto. Posto disponibile solo dalla serata di ieri. Nel frattempo era stato necessario somministrare la terapia e dunque, vista l'indisponibilità dei sostegni della flebo, tutti in uso ad altri pazienti, la sacca era stata attaccata al muro con un cerotto. Considerando i segni accanto, non era stata l'unica a dover essere somministrata con questo escamotage.

In quel cerotto, che per questo ho voluto fotografare e pubblicare, ho visto la dedizione totale e il grande spirito di servizio e abnegazione del personale impegnato costantemente a superare ogni difficoltà come quella dell'esaurimento dei sostegni delle flebo. Ma, in costanza di tale congestione, le carenze che si sono manifestate sono state anche strutturali.

Questa esperienza dimostra che nel pronto soccorso reggino è il personale a tamponare e a sopperire, con l'umanità e la professionalità, a tutto quello che manca e anche a quello che troppo velocemente si esaurisce».

Pronto soccorso congestionato


Nota, e più volte segnalata dalla stessa direzione del Gom di Reggio, è la questione di una fruizione inappropriata del Pronto Soccorso da parte della cittadinanza che, tuttavia, si trova di fronte quasi sempre una sanità territoriale carente e inefficiente. Per queste ragioni si rivolge al Pronto soccorso anche in casi non urgenti e non classificabili come emergenze. Tale congestione  aggrava il quadro anche rispetto agli spazi che troppo spesso si rivelano inadeguati dal punto di vista della capienza per via dell’affluenza di persone.

Pochi spazi rispetto all’affluenza


Una sola stanza per le attese notturne, in cui poter riposare al riparo dalle altre emergenze in arrivo e in attesa che si liberi un posto in reparto. Gli altri spazi (corridoi compresi) velocemente occupati da pazienti, in barella e su sedie.
«Il mio familiare, che ha dovuto attendere il trasferimento in reparto in Pronto soccorso dopo la diagnosi, ha dovuto trascorrere la notte nell'anticamera illuminata, non essendoci più posti nella sala apposita. Tanti gli anziani, aiutati anche da noi familiari di altri pazienti, in quelle interminabili ore di attesa, rimasti pure da soli.

Dunque, personale doppiamente encomiabile ma pure sottodimensionato per tutto quello che ho visto raccogliersi al Pronto Soccorso. Gli spazi per la gestione dei pazienti sono pochi e subito si ritrovano a essere sovraffollati. Mi domando dove sia la politica mentre i cittadini vivono queste situazioni e il personale sanitario, essenziale per tutti noi, si ritrova a operare in queste condizioni», sottolinea ancora Tiziana Barillà.


Personale da incrementare e risorse umane da rafforzare per garantire il diritto alla Salute, all'assistenza e assicurare anche condizioni di maggiore sostenibilità al personale impegnato nel comparto così delicato ed essenziale come quello della sanità. Una questione per nulla nuova in Calabria di cui si è ancora alla ricerca di soluzioni stabili e definitive.

Problemi vecchi e soluzioni ancora attese


La Regione Calabria, nonostante le promesse della presidente Giorgia Meloni ancora commissariata in questo principio del 2026, cerca di dare risposte.

A palazzo Campanella, sede del consiglio regionale della Calabria, il tema della Sanità sarà al centro della seduta in programma per il prossimo venerdì. Sulla scorta della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, la massima Assise calabrese discuterà della proposta di legge regionale, di cui il presidente del Consiglio Salvatore Cirillo è primo firmatario, sottoscritta da tutti i capigruppo di maggioranza, relativa alle disposizioni per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali, consentendo in via transitoria, la prosecuzione dell'attività lavorativa dei medici collocati in quiescenza, così da garantire i servizi essenziali di assistenza, specialmente nelle strutture sanitarie delle aree interne ed, in particolare, in quegli ospedali che soffrono di più la carenza di personale medico.